Spesa sospesa per l’Ucraina: il progetto per sostenere i rifugiati

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La tecnologia a supporto dell’umanità e della solidarietà. Questo vuole essere Spesa Sospesa For Ukraine, l’iniziativa che il network solidale Lab00 Onlus nata ha ideato insieme alla onlus Terres des Hommes in modo da sostenere nei bisogni alimentari e di prima necessità i rifugiati in arrivo in Italia dalle zone del conflitto. Tutto con una particolare attenzione alla legalità, all’etica e alla tracciabilità dei prodotti.   

Il funzionamento di base su cui si baserà la raccolta dei generi diversi è semplice: attraverso una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi dedicata “saranno recuperati potenziali sprechi ed eccedenze di beni di prima necessità” presenti sul territorio presso i negozi, distributori e persone che si renderanno disponinili, per poi poterli distribuire lungo tutta l’Italia lì dove necessario. Ad occuparsi della logistica della distribuzione saranno gli enti no profit (Terres des hommes e non solo) che hanno deciso di aderire all’iniziativa solidale. Un processo complesso, ma nato spontaneamente come sottolinea Davide Devenuto, presidente di Lab00 Onlus: ” è nata spontaneamente l’esigenza di mettere a disposizione la nostra macchina di solidarietà a sostegno di tutti i cittadini ucraini in arrivo nel nostro Paese. Grazie al recupero delle eccedenze alimentari o di potenziali sprechi la campagna #SpesaSospesaForUkraine garantirà un uso ottimale delle donazioni offendo la migliore accoglienza possibile alle famiglie in arrivo o già presenti in Italia.”

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L’uso della tecnologia blockchain è invece il cuore tecnologico ed etico dell’iniziativa. Regusto, partner tecnologico dell’iniziativa, attraverso le sue aplicazioni garantirà infatti “che tutte le operazioni di recupero, acquisto e distribuzione dei beni rispecchino i requisiti di totale tracciabilità e trasparenza nella gestione dei flussi”. Questa speciale tecnologia, infatti, permette di “registrare tutte le transazioni, i movimenti e le destinazioni dei beni”. Un valore aggiunto non solo per gli enti no profit, ma anche per la PA “che può monitorare gli impatti generati e programmare politiche ambientali e sociali mirate a livello locale”. Le imprese alimentari e non alimentari, catene di distribuzione e produttori locali possono donare i prodotti in eccedenza o in scadenza, ma anche venderli a prezzi sociali contribuendo così alla lotta allo spreco e all’impatto ambientale. 

Nel caso specifico di Spesa Sospesa for Ukraine, i beni alimentari non devono solamente arrivare da una fonte certa, per prevenire infiltrazioni poco chiare all’interno della filiera degli aiuti umanitari, ma devono essere anche prodotti “perfettamente integri da un punto di vista nutrizionale, igienico e di sicurezza”. E in particolar modo i beni alimentari devono identificarsi con quelli a scarsa reperibilità nel breve periodo, “ovvero legumi, pasta, tonno, riso e tutto ciò che possa essere a lunga conservazione”. Per contribuire all’iniziativa i cittadini privati possono fare una donazione singola sul sito dell’iniziativa mentre le aziende possono scegliere di donare o vendere a un prezzo simbolico le proprie eccedenze o potenziali sprechi sul sito del progetto.    

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