Spezia-Sampdoria 1-0: Verde rende amaro il nuovo esordio di Giampaolo

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LA SPEZIA – Mettiamola così: l’onda Verde dello Spezia continua. Terzo successo di fila, leadership regionale assoluta, la squadra di Thiago Motta tratta la Sampdoria come aveva fatto a Marassi col Genoa e risale la classifica. Le suggestioni cromatiche sono indispensabili è il gol del piccolo funambolico e emblematico numero 10 a regalare un’altra gioia ai “pompieri” spezzini. Per il suo debutto/ritorno, Giampaolo veste di una divisa interamente rossa la sua Doria, quasi a voler fermare la striscia negativa. Invece l’emorragia continua, al di là dei limiti e dei demeriti. Va detto infatti che lo Spezia va in vantaggio rompendo un sostanziale equilibrio, e solo quando la necessità fa saltare tatticamente il match, trova giocate per legittimare la conquista dell’intera posta. 

<<La cronaca della gara>>

Verticalità 0 nel primo tempo 

Giampaolo per il suo debutto sceglie un 4-3-1-2 dinamico che propone Candreva dietro a Gabbiadini e Caputo, ma pronto pure ad allinearsi a loro. Ma la proposta tattica blucerchiata viene annullata dall’attenzione globale  e prendiamo ad esempio il lavoro oscuro di Verde, il cui intercetto al limite dell’area difensiva a fine tempo è l’emblema di un match che cancella per 45′ ogni velleità verticale. Anche il maggiore squillo della prima parte di gara, nato da un’incertezza di Nicolao che in area dimentica Gabbiadini, consentendogli di caricare il sinistro bazooka a pochi metri dal bersaglio, è tuttavia ininfluente perché viziato da una posizione irregolare. E comunque Provedel, eroe a San Siro qualche tempo fa, ci ha preso gusto nell’offrire prodezze. 

Di Reca il solo squillo bianconero in 45′

Senza la cifra dinamica, propositiva e di cuore dei ragazzi fatti in casa, Bastoni e Maggiore, lo Spezia non cambia filosofia, pur schierandosi con un 4-1-4-1 che è molto preventivo. Il marchio di fabbrica di Motta, si sa, è quello di fare densità dietro per intercettare e ripartire a mille. Ma la Samp non si sbilancia mai, forse anche perché a Bereszynski e Augello viene richiesta più attenzione dietro che spinta sui lati. Lo Spezia così vive offensivamente solo su una palla messa in mezzo da Reca, bassa, che frutta solo un liscio. Falcone e Provedel, insomma, fanno gli spettatori non paganti.

La solitudine di Caputo

Caputo è sempre più oggetto misterioso, specie se usato in questo modo, lui che è maestro del gioco verticale e della precisione negli scambi stretti e rapidi. Ma non è forse colpa di incomprensioni, semmai di un traffico centrale da ore di punta nelle metropoli. Il proverbio seguito dalle due squadre (“la prudenza non è mai troppa”) è rispettato anche nei primi 25′ della ripresa, ma troppo presto Manganiello ha già segnato sul libro nero i tre centrocampisti liguri. La gestione dei cartellini del direttore di gara è la sola nota negativa della sua interpretazione del match. Ed è un particolare di non poca importanza. In mancanza di un’idea di gioco ficcante, al 59′ è il visionario Gabbiadini a inventarsi una traccia sulla trequarti su cui Caputo è poco reattivo, Provedel si salva in angolo. E’ un guizzo in una fase del match fatta di tante brutture, figlie della paura di non fare punti. Sbaglia tu che sbaglio anch’io, occorre mutare qualcosa. Motta gioca la carta Agudelo per Kovalenko. E il match vive la sua fase decisiva. 

Caputo: palo. Verde: gol 

Invero è la Samp a dare fuoco alla miccia, su angolo (minuto 68′) la palla spiove sul secondo palo, terreno che ha fatto le fortune di Caputo. E il centravanti prova a incidere, colpo di testa in anticipo su Amian e palo che salva Provedel. Mai stuzzicare l’avversario che dorme, verrebbe da dire, perché sul rovesciamento di fronte, lo Spezia segna il gol partita. Imperiosa accelerazione all’ala di Agudelo e cross dal fondo per armare il tiro al volo di Verde, dimenticato da Bereszynski. Destro violento e Falcone è battuto. Ironia della sorte, senza aver mai dovuto fare una sola parata. Ci sono 20′ di speranza per i genovesi, ma al 73′ Manganiello mostra a Ekdal il cartellino rosso (il primo in oltre duecento gare disputate in A per lo svedese) con eccesso di zelo (doppia ammonizione). Motta mette forze fresche dietro (Ferrer) e davanti (Nzola), la Samp non ha molto da Murru, Vieira e negli attimi finali Torregrossa che Giampaolo mette in campo cercando soprattutto energie. Una sponda aerea di Caputo (sbagliata) per Candreva, una mischia davanti alla porta e un tiro altissimo di Gabbiadini solo il solo prodotto interno lordo dell’ospite. Punito tuttavia oltre i demeriti. Ma che volete che importi allo Spezia: al Picco si fa festa. 

Spezia batte Sampdoria 1 a 0.
Spezia (4-2-3-1): Provedel; Amian, Erlic, Nikolaou, Reca; Sala (29′ st Ferrer), Kiwior; Verde (41′ st Antiste), Kovalenko (19′ st Agudelo), Gyasi; Manaj (29′ st Nzola). (1 Zoet, 40 Zovko, 15 Hristov, 31 Sher, 39 Nguiamba, 44 Strelec, 77 Bertola). All.: T.Motta.
Sampdoria (4-3-1-2): Falcone; Bereszynski, Ferrari (46′ st Torregrossa), Magnani, Augello (32′ st Murru); Thorsby (32′ st Vieira), Ekdal, Rincon; Candreva; Gabbiadini, Caputo. (30 Ravaglia, 32 Saio, 4 Chabot, 11 Ciervo, 13 Conti, 16 Askildsen, 19 Dragusin, 28 Yepes, 70 Trimboli). All.: Giampaolo.
Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
Reti: nel st 24′ Verde.
Angoli: 4 a 2 per la Sampdoria.
Recupero: 0 e 4′
Espulsi: Ekdal al 28′ st per doppia ammonizione.
Ammoniti: Erlic, Ekdal, Rincon e Thorsby per  gioco scorretto, Verde per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 5000

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