Stadi, un’altra stretta: tamponi ai vaccinati?

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Non basterà più il Super Green Pass per entrare negli stadi ma ci vorrà anche un tampone negativo: il governo dovrebbe decidere questa nuova stretta giovedì prossimo. Da gennaio, quindi, si ri-cambia. Una botta per le società sportive che già hanno sofferto molto. Un aggravio di spese per i tifosi. Un esempio: una curva di Lazio-Genoa costava 20 euro. In futuro ce ne vorranno (almeno) altri 15 per un tampone rapido. Un costo in più per i tifosi. Adesso, come noto, gli stadi hanno una capienza limitata al 75 per cento. In altri posti pensano di chiudere. La Figc, la Lega di serie A e ovviamente anche la sottosegretaria Vezzali, con realismo e buon senso, non parlano più di riaprire gli impianti al 100 per cento. Bisogna aspettare (magari la primavera, chissà) e accontentarsi del 75, sperando non ci sia un’altra stretta. La situazione, d’altronde, è nota a tutti. Certo, guardando alcune immagini in tv si vedono poche mascherine e molti assembramenti sugli spalti: non è facile controllare, c’è stata qualche multa e poi stop. Ci vorrebbe più senso di responsabilità. Le stesse società, invece di lamentarsi sempre, dovrebbero fare opera di persuasione nei confronti dei loro tifosi. Sempre che le ascoltino…

Malagò: “A Pechino faremo qualcosa di grande”

”Qualcuno dice che il 2021 è stata un’annata incredibile e in molti potremmo dire in futuro: io c’ero. Era inimmaginabile ad ognuno di noi. Manca poco a Pechino. Non finiamo di gioire per questo anno che veniamo catapultati in una nuova avventura come quella in Cina. Moioli e Goggia, i due nostri portabandiera, hanno vinto nuovamente. Il presidente Mattarella il 23 dicembre consegnerà il tricolore ai nostri alfieri. Cosa succederà a Pechino, non lo so. Sono certo che, però, faremo qualcosa di grande”: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel suo intervento alla XVI edizione del premio ASI ‘Sport&Cultura – Gli Oscar dello Sport italianò tenutasi presso il Salone d’Onore del Coni.

Collari d’oro: da Jacobs a Bach, la festa a Roma

Dall’uomo più veloce del mondo Marcell Jacobs, a quello che salta più in alto Gimbo Tamberi, passando per gli altri olimpionici della staffetta Tortu-Desalu-Patta, e poi Vito Dell’Aquila, gli ori paralimpici Ambra Sabatini, Francesca Porcellato e Carlotta Gilli con tutti gli altri nuotatori vincenti, le coppie d’oro Cesarini-Rodini e Tita-Banti, i fenomeni della marcia Palmisano e Stano, al karateka Luigi Busà i ciclisti dell’inseguimento Consonni, Ganna Lamon, Milan e Bertazzo, la campionessa mondiale su strada Elisa Balsamo, il re della Parigi-Roubaix Sonny Colbrelli e i campioni del mondo della canoa kayak Craciun-Santini e della ginnastica corpo libero Nicola Bartolini. Ma anche Roberto Mancini ct dell’Italia campione d’Europa, Mentre non si fermano le vittorie azzurre del 2021, come dimostra la Goggia, l’anno magico dello sport italiano si celebra domani con i Collari d’oro e le palme al merito tecnico, assegnate dal Coni. Ci sarà il meglio dello sport italiano – olimpico, paralimpico e non solo – al cospetto del Premier Mario Draghi, della sottosegretaria Valentina Vezzali e delle più alte cariche sportive, dal presidente del Coni Giovanni Malagò a quello del Cip Luca Pancalli. Un anno da celebrare insieme alle stelle che lo hanno illuminato nella tradizionale cerimonia dei Collari d’Oro, la massima onorificenza dello sport italiano, che si svolgerà domani, lunedì, con inizio alle 11 (diretta su Rai2), nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica ‘Ennio Morricone’. Prevista anche la partecipazione del segretario generale del Coni, Carlo Mornati, del Cip Juri Stara, dei presidenti federali, di tecnici e dirigenti del movimento. Tra le personalità premiate ci sarà anche il presidente del Cio, Thomas Bach. Insieme a lui saranno premiati anche Marco Tronchetti Provera, Maurizio Bertelli, Franco Chimenti e cinque società (la Ginnastica Virtus Gallarate, l’Unione Sportiva Lecce, lo Sci Club Gardena, il Circolo Nautico Stabia e il Circolo della Vela Sicilia), oltre all’Istituto per il Credito Sportivo e alla Fondazione Terzo Pilastro.

Chimenti: “La Ryder Cup 2023 è il mio Collare d’Oro”

Mai così tanti tesserati dal 2013, con gli iscritti alla Fig (Federgolf) in aumento del 6% rispetto al 2020, per una crescita globale che fa registrare un boom tra le donne, dove le neofite golfiste sono 3.713 (12 mesi fa erano 1.845). Un incremento, rispetto allo scorso anno, del 101,25%. Per uno sport sempre più “green”, con i giovani tra i protagonisti di un movimento in forte espansione. Che cresce da Nord a Sud, con la Puglia e la Calabria protagoniste. E’ la fotografia del golf italiano, che viaggia col vento in poppa verso la Ryder Cup 2023. “Far registrare numeri simili, visto anche il perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, rappresenta un successo epico. E la Ryder Cup del 2023 è il mio Collare d’Oro”, spiega Franco Chimenti che domani sarà premiato da Draghi (anche lui golfista), a coronamento di una lunga e importante carriera da dirigente. Tra la Lazio Calcio (di cui è stato anche presidente) e il Coni, passando per la Federgolf. E alla vigilia della consegna del più ambito riconoscimento sportivo, Chimenti fa il punto della situazione sullo stato del golf italiano. “Tutto potevo aspettarmi – spiega – fuorché ricevere il Collare d’Oro. Un riconoscimento che viene assegnato ai più grandi campioni dello sport. Ci tengo a ringraziare Giovanni Malagò, per l’apprezzamento riservato alla mia lunga carriera alla guida di una Federazione così difficile e importante. La Ryder Cup del 2023 è stata una mia invenzione, aver contribuito a portarla in Italia rappresenta il mio più grande risultato da dirigente sportivo. E’ un patrimonio della Federazione e di nessun altro. E adesso si vedono i frutti di un lavoro che parte da lontano. Quella che si disputerà tra meno di due anni a Roma tra Europa e Stati Uniti sarà la sfida più importante nella storia della competizione”. Ne è sicuro, Chimenti. “Gli abbonamenti settimanali sono già andati esauriti e il Marco Simone Golf & Country Club sarà sold out. Con la Città Eterna al centro di tutto, a rendere ancora più unico questo evento che lascerà una grande legacy al Paese”.

E intanto i tesserati alla FIG sfiorano quota 93.000, in aumento appunto del 6% rispetto al 2020. “Presto supereremo quota 100.000 ma l’obiettivo è molto più grande. Ed è riscontrabile nei numeri. Con 10.000 nuovi iscritti e 3.713 golfiste neofite”. Il golf italiano cresce al Nord (importanti gli incrementi in Lombardia, Liguria e Friuli Venezia Giulia) ma, dato ancora più rilevante, al Sud. “In Puglia – sottolinea Chimenti – i tesserati sono cresciuti del +25,3%. Si tratta della Regione con il più alto incremento. E a questo, ne sono certo, hanno contribuito anche i risultati di Francesco Laporta, pugliese doc. Insieme a Guido Migliozzi e a tanti altri golfisti di valore, rappresenta il presente e il futuro del golf italiano. Vorrei però sottolineare anche l’aumento dei tesserati in Calabria, +14,6% rispetto al 2020, e nel Lazio (+9,61%)”.

Poi, da Chimenti, anche un passaggio su Francesco Molinari che, dopo un 2018 con imprese in tutto il mondo, non ha più trovato la via del successo. “Sono certo che si rialzerà e quello che ha fatto e vinto nessuno potrà cancellarlo. Ha scritto pagine importanti dello sport a livello globale”. Quindi un focus sul ritorno in campo di Tiger Woods, dodici mesi dopo l’ultima volta. “Il rientro di Woods non è solo importante ma fondamentale. Ricordo quando, nel 1997 alla Ryder Cup di Sotogrande, in Spagna, fu battuto da Costantino Rocca davanti a un pubblico incredibile. Woods è il golf, ieri come oggi. E spero davvero di vederlo in campo tra due anni a Roma”.

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