Standing ovation per Mattarella nella scuola di Vo’ Euganeo: “Sono giorni di speranza”

La Republica News

Ha scelto Vo’ Euganeo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’apertura dell’anno scolastico. Un arrivo importante quanto simbolico nel primo comune italiano ad essere dichiarato zona rossa durante i mesi più intensi della pandemia da coronavirus e, quindi, il primo ad affrontare la chiusura delle scuole il 22 febbraio scorso.Mattarella è stato accolto da una ‘standing ovation’ alla scuola Guido Negri e ha voluto visitare il complesso scolastico e i nuovi spazi didattici, tra laboratori, aule gioco, banchi monoposto, robot. Poi lo spettacolo ‘Tutti a scuola’, assieme al ministro all’istruzione Lucia Azzolina e ad altri membri del governo e autorità locali.  “L’inaugurazione dell’anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva” ha detto il presidente. “Ripartire da Vo’ Euganeo, dà ancor più il senso di come questa sfida riguardi l’intero paese.  Così come qui a Vo’ la vita, dopo l’angoscia e le chiusure, è ripresa a pieno ritmo, così la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia” ha aggiunto.Mattarella ha poi voluto ricordare la tragica e brutale morte di Willy Monteiro Duarte, ucciso da una banda di picchiatori a Colleferro, in provincia di Roma. “Siamo sconvolti perla morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un’icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell’intera nostra comunità. La scuola, la cultura, il confronto continuo – ha sottolineato il capo dello Stato – sono anche antidoti al virus della violenza e dell’intolleranza, che può infettare anch’esso la comunità se viene ridotta l’attenzione”.”Ulisse, alla fine, ce l’ha fatta. È riuscito nell’impresa di tornare a casa. E, così come Ulisse, la comunità docente e discente oggi torna alla sua isola, alla sua scuola” ha detto il ministro. “È arrivato il momento – ha aggiunto, con voce rotta dall’emozione – di riportare la scuola al centro del sistema Paese. Di rilanciarla come Istituzione di primaria importanza dove davvero si gettano le basi dell’Italia di domani. Ogni minuto perso ritarderà i progressi di una Nazione intera. Per questo dico, adesso alziamo tutti bene la testa e guardiamo avanti: Itaca è proprio là. La nostra casa, il nostro futuro. Andiamo a riprenderceli. Facciamo tutti insieme il tifo per questa ripresa. Rientriamo a scuola”. La responsabile dell’Istruzione e il presidente hanno incontrato i tanti bambini della primaria di Vo’ con indosso magliette tricolori. Sulla lavagna all’ingresso della scuola, il capo dello Stato ha lasciato la sua firma sotto la scritta ‘Buon anno scolastico. Viva l’Italia’. “Durante il lockdown ho parlato spesso con il Presidente Mattarella ed è uscita quest’idea di averlo all’inaugurazione dell’anno scolastico. Ben venga, siamo onorati dell’arrivo del Presidente. Penso che sia un bel segnale nei confronti di questa comunità di Vo’, che si è prestata ai tamponi di massa. Sono diventati un elemento simbolico della lotta al coronavirus” ha detto il governatore. “Qui a Vo’ – ha aggiunto – i tamponi li ho fatti io, nessun altro, visto e considerato che il 21 febbraio ero da solo e tutti gli altri sono arrivati dopo. Quindi, la decisione l’ho assunta io in autonomia, senza nessun consiglio, 3.500 tamponi. Tanto è vero che i giorni dopo mi hanno accusato di fare danno erariale, perché non c’era nessuna indicazione della comunità scientifica. Se si sono fatti, li ha decisi il sottoscritto. Visto che mi sono preso le parolacce e gli insulti, è giusto che mi porti a casa anche i meriti”.


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