Stati Uniti il Pentagono condanna lattacco al Campidoglio e si schiera con Biden

Stati Uniti, il Pentagono condanna l’attacco al Campidoglio e si schiera con Biden

La Republica News
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Washington – I Joint Chiefs of Staff, cioè l’equivalente dei capi di stato maggiore di tutte le forze armate, stasera hanno diffuso un memorandum di condanna dell’attacco al Congresso, e vi hanno aggiunto la conferma esplicita e solenne che “Joe Biden sarà il prossimo Commander-in-Chief”.

È una certezza ma al tempo stesso è del tutto inusuale che i militari si espongano per sottolineare che il passaggio delle consegne ci sarà e che loro già si preparano a obbedire al prossimo capo dell’esecutivo. Il pronunciamento del Pentagono va letto nel contesto di un paese agitato da molti allarmi su una possibile seconda ondata di violenze insurrezionali.

I militari vogliono sia chiaro a tutti da quale parte stanno. nelle stesse ore a Washington l’Fbi e l’intelligence confermano l’esistenza di molteplici progetti di attacchi e attentati in tutta l’America, da parte di milizie di destra decise fino all’ultimo a contrastare il passaggio dei poteri a Joe Biden.

A sottolineare la situazione anomala in questi ultimi giorni prima della transizione, il segretario di Stato Mike Pompeo è costretto ad annullare l’ultimo viaggio in Europa: la vera ragione è che gli alleati considerano ormai questa Amministrazione delegittimata, e preferiscono trattare con Biden dopo l’Inauguration Day del 20 gennaio.

La transizione più turbolenta nella storia contemporanea degli Stati Uniti, crea così nuovi problemi per la sicurezza nazionale: una delle ragioni per cui Biden è cauto sull’impeachment, è il timore che ritardi ulteriormente l’approvazione da parte del Senato del suo futuro esecutivo.

Il presidente-eletto ha fretta di incassare la conferma dei suoi ministri più importanti a cominciare da quello della Difesa: gli ultimi giorni dell’Amministrazione Trump, con un presidente nuovamente sotto impeachment, sembrano un regalo insperato a tutti i nemici dell’America, e il pericolo di attacchi da parte di potenze straniere in questa “finestra di opportunità” non viene sottovalutato. Questo spiega il gesto senza precedenti dei vertici militari che hanno di fatto emesso un loro verdetto che suona come un implicito impeachment. 

Altre motivazioni vanno tenute in conto: le forze di polizia sono al centro di accuse gravi, sia sulla loro impreparazione, sia su episodi di simpatia, complicità, collusione con i manifestanti pro-Trump. In questo contesto è probabile che i vertici militari abbiano voluto anche inviare un altolà alla propria “base”, per dissuadere tra il personale militare gesti di “attrazione fatale” verso le milizie di destra come quelli che hanno avuto per protagonisti dei poliziotti. Gli stessi capi dell’esercito hanno ricevuto la loro dose di critiche per il ritardo nel dispiegamento della Guardia Nazionale a Washington il 6 gennaio, anche se rimane da chiarire in quale punto della catena di comando sia stato rallentato l’invio dei rinforzi richiesti dal Congresso assediato.



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