Stati Uniti Paulson protettore degli elettori in Pennsylvania La gente e stanca del caos post elettorale

Stati Uniti, Paulson, “protettore degli elettori” in Pennsylvania: “La gente è stanca del caos post elettorale”.

La Republica News
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“La maggior parte delle persone è stanca del caos e dall’incompetenza e preferirebbe semplicemente trovare un modo per andare avanti e abbassare i toni”. Lex Paulson, professore statunitense che da anni vive a Parigi dove insegna a Science Po, parla dalla Pennsylvania, lo Stato culla della Costituzione americana che con i suoi 20 elettori ha decretato la vittoria di Joe Biden alle elezioni statunitensi, ma che è anche diventato il terrendo delle battaglie legali di Donald Trump deciso a contestare il risultato. Tornato in patria, Paulson ha preso parte come volontario alla “voter protection” per permettere che chiunque abbia le informazioni e gli strumenti necessari per esprimere la propria preferenza in modo sicuro ed efficace. Negli Stati Uniti non è un’ovvietà: dall’ignoranza sulle procedure elettorali spesso opache o di difficile comprensione alla vera e propria intimidazione presso i seggi, il Paese ha una lunga storia di soppressione del voto. E ad andare dispersi finiscono per essere soprattutto le comunità già marginalizzate.Perché ha deciso di fare volontariato proprio in Pennsylvania?”Secondo la maggior parte delle proiezioni, era quello che chiamiamo il “tipping State”: lo Stato che per primo avrebbe fatto arrivare Trump o Biden a 270 grandi elettori, la soglia per dichiararsi vincitore. C’era un’alta probabilità che sarebbe stato lo Stato più importante di questa tornata elettorale”.Che cosa fa concretamente un “voter protector”?”Alla fine di una campagna elettorale, si possono fare due cose: il “Get Out The Vote”, o Gotv, per ricordare con porta e porta e telefonate che si avvicina il giorno delle elezioni o appunto la “protezione degli elettori” per garantire che il diritto di voto di tutti sia assicurato. Il giorno delle elezioni e nei giorni precedenti, se c’è la possibilità del voto anticipato, il “voter protector” si assicura che chiunque voglia votare possa farlo tranquillamente e senza problemi. Io ho fatto un po’ entrambe le cose: il Gotv nei giorni precedenti il 3 novembre, mentre l’Election Day ho offerto “protezione” agli elettori in uno dei seggi di Philadelphia”.Quali sono i pericoli principali che deve scongiurare un protettore degli elettori?”La gran parte è relativa all’informazione. La cosa che bisogna sapere sulle elezioni americane è che non sono un’unica elezione, sono cinquanta elezioni: ogni Stato ha le proprie tradizioni, le proprie regole, le proprie scadenze che cambiano di anno in anno. È un sistema molto caotico e confusionario per gli elettori.La Pennsylvania, ad esempio, ha cambiato il suo sistema elettorale per la prima volta quest’anno per consentire il voto per corrispondenza. Il team di protezione degli elettori si assicura che comprendano le regole e, se hanno commesso un errore, che abbiano la possibilità di risolverlo. Ad esempio, in Pennsylvania per inviare una scheda elettorale ci sono due buste: la busta che contiene la scheda elettorale e quella per spedirla. Un voto che viene inviato senza la seconda busta si chiama “naked ballot” e viene rispedito al mittente per essere sistemato. Abbiamo fatto capire agli elettori queste regole: anche se il 2 o il 3% delle persone commette un errore, se le aiuti a votare con successo, puoi fare un’enorme differenza”.Come ha pesato sul voto la tesa campagna elettorale?”Uno dei motivi principali per cui quest’anno abbiamo avuto così tanti volontari per la protezione degli elettori è che eravamo preoccupati che ci sarebbero stati interruzioni: violenza alle urne il giorno delle elezioni, intimidazioni degli elettori, persone molestate o lunghe code.Fortunatamente, poiché in Pennsylvania tantissimi avevano votato in anticipo, nel distretto dov’ero già metà della popolazione votante aveva espresso la propria preferenza prima del 3 novembre. All’inizio c’è stata una coda di una cinquantina o sessantina di persone, poi il resto della giornata è stato tutto molto tranquillo. Ma è il genere di situazione in cui una giornata tranquilla e noiosa è un’ottima notizia.Non c’è stato nessuno che cercasse di intimidire gli elettori né violenza di qualsiasi tipo. Eravamo preoccupati che sarebbe andata male, ma è stato tutto relativamente fluido. Nelle ultime ore sono emerse testimonianze di minacce di morte dirette all’amministrazione locale di Philadelphia che si occupa di contare i voti.È importante sottolineare l’eroismo dei funzionari elettorali: le persone che presidiano i seggi elettorali, fanno funzionare le macchine, raccolgono le schede, le contano. Ssono persone comuni, non celebrità: non passano il loro tempo a dire la loro sulla politica, ma sono incredibilmente professionali. A maggior ragione perché non vengono pagate molto per farlo. Il loro è quasi volontariato. Sono queste migliaia e migliaia e migliaia di volontari in tutto il Paese ad aver reso possibili queste elezioni. Quando tutto va bene sono invisibili, ma quando le elezioni sono minacciate ti rendi conto che esistono”.Che cosa è emerso dal suo confronto con gli elettori?”Penso che i media esagerino su quanto gli elettori di Trump e gli elettori di Biden si odino a vicenda: le voci che fanno più rumore sono sempre quelle più estreme. Ho parlato con alcuni sostenitori di Trump fingendo di essere un elettore indeciso e la verità ha sempre molteplici sfumature. Molti volevano semplicemente sentirsi parte di qualcosa: persone senza grandi opportunità che si sentivano ascoltati e rappresentati da Trump. Pensavano che Trump umiliasse le persone che di solito umiliavano loro.Moltissimo ha a che fare con dignità e umiliazione. E penso che un presidente come Biden, che intende rispettare le persone che Trump ha manipolato, farà bene al Paese. Non cambierà il ruolo del denaro in politica, non cambierà la piattaforma repubblicana, ma penso che cambierà l’umore del Paese”.Può veramente cambiare qualcosa?”Penso che sul campo, soprattutto faccia a faccia, le persone abbiano maggiori probabilità di fare la pace piuttosto che la guerra. A volere la guerra sono i media di destra, ma parliamo del 2% del Paese. La maggior parte della gente è stanca del caos e dall’incompetenza e preferirebbe semplicemente trovare un modo per andare avanti e abbassare i toni”.Ha assistito e partecipato attivamente a molte campagne presidenziali in passato: in che modo questa è stata diversa?”Una cosa molto semplice: è la prima campagna della mia vita in cui uno dei principali candidati ha detto che non avrebbe accettato il risultato delle elezioni. Già prima del voto sosteneva che sarebbe stato rubato. Più di ogni altra elezione nella mia vita, è stata un’elezione sulla forza e la sicurezza del nostro stesso sistema democratico. Non è mai stato davvero messo in dubbio che Bush o Clinton o anche McCain o Romney avrebbero accettato il risultato e non avrebbero cercato di minare il processo democratico. Nemmeno quando una Corte suprema di parte nel 2000 ha consegnato a Bush la vittoria. Ma Trump era una minaccia singolare per le nostre istituzioni. La posta in gioco era molto più alta”.


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