Stati Uniti Pence dice no al 25esimo emendamento per Trump. La Camera discute limpeachment

Stati Uniti, Pence dice no al 25esimo emendamento per Trump. La Camera discute l’impeachment

La Republica News
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NEW YORK – Il vicepresidente americano Mike Pence ha fatto sapere già in prima serata di non avere nessuna intenzione di ricorrere al 25esimo emendamento della Costituzione, quello che permette di rimuovere un presidente incapace di adempiere ai suoi doveri. Ma quando in America era già quasi mezzanotte, la Camera ha approvato ugualmente la risoluzione ufficiale per chiedere al numero due della Casa Bianca di invocarlo. 

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Pence aveva fatto recapitare una lettera alla Speaker della Camera, Nancy Pelosi, dove citando addirittura la Bibbia, spiegava perché, a suo giudizio, la soluzione non è la migliore per il paese: “C’è un tempo per ogni cosa… Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire”. Il numero due della Casa Bianca ha voluto dipingersi come una sorta di figura super partes: “La scorsa settimana, non ho ceduto alle pressioni per esercitare il potere oltre la mia autorità per determinare il risultato delle elezioni, e non cederò ai giochi politici dei democratici in un momento così grave”. Chiedendo semmai alla leader dem di lavorare insieme “per calmare gli animi e riunire il Paese”. 

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Il dibattito e il voto sono andati avanti lo stesso: la risoluzione è stata approvata con 223 voti a favore e 205 contrari. Un via libera puramente simbolico, visto che nella lettera Pence forniva già una risposta. Ma in realtà il no ufficiale del vicepresidente uscente – che lunedì si è riconciliato con Donald Trump dopo una settimana di gelo – spiana la strada al secondo, e per questo storico impeachment nei confronti di Donald Trump: e potrebbe essere votato già questa sera.

Almeno venti deputati repubblicani hanno manifestato l’intenzione di votare a favore. Fra questi c’è pure Liz Cheney, la figlia dell’ex vicepresidente dei tempi di George W Bush, Dick. È la repubblicana di più alto rango ad annunciare il suo voto positivo. Capo della conferenza repubblicana, è la terza carica del partito alla Camera: “Non c’è mai stato un presidente che ha tradito così il suo paese”. Da tempo si parla di lei come di potenziale nuova leader del partito. E perfino Mitch McConnell, leader dei senatori repubblicani, sembra non essere contrario. Secondo il New York Times, avrebbe detto ad alcuni collaboratori che il presidente ha commesso reati da impeachment e lui è personalmente contento che i dem lo mettano in stato d’accusa, perché sarà più facile cacciarlo dal partito.

Anche YouTube blocca Trump: stop di una settimana

La piattaforma YouTube ha sospeso il canale del presidente statunitense Donald Trump per almeno una settimana, e potenzialmente più a lungo, dopo che il suo canale ha pubblicato un video di incitamento alla violenza. Lo ha riferito Cnn Business, citando YouTube. Il video è stato rimosso. Dopo una settimana, la piattaforma rivisiterà la decisione. Fino ad ora, YouTube era stata l’unica grande piattaforma di social media a non aver sospeso Trump in qualche modo. Facebook ha bloccato l’account di Trump “a tempo indeterminato”, mentre Twitter lo ha bandito completamente.



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