Strage Macerata, Cassazione: 12 anni a Tra

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Confermare la condanna a 12 anni di reclusione per il reato di strage nei confronti di Luca Traini, che a Macerata il 3 febbraio 2018 sparò contro diversi migranti ferendone sei. E’ la richiesta del sostituto pg di Cassazione Marco Dall’Olio fatta davanti ai giudici della sesta sezione penale di Piazza Cavour. Traini, allora 28enne, rivendicò la sparatoria dicendo di voler vendicare il delitto di Pamela Mastropietro.

Il ‘Lupo di Macerata‘ nell’ottobre del 2018 è stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 12 anni per i reati di strage aggravata dall’odio razziale e porto abusivo d’arma. Condanna poi confermata in Appello nel 2019. Il pg di Cassazione oggi ha chiesto di confermare la condanna per strage. “Traini quella mattina, per il suo sciagurato tour della morte, è uscito di casa con una pistola Glock e una scatola di munizioni e voleva uccidere una moltitudine indeterminata di persone” ha detto. La sentenza è attesa in giornata.

Traini, confermata in Appello la condanna a 12 anni per il raid razzista a Macerata

 “E’ corretto definire strage ciò di cui ci stiamo occupando oggi – ha detto il pg nella sua requisitoria – Traini voleva uccidere un numero indeterminato di persone”. Per questo, il magistrato ha ricordato la “sequenza impressionante di colpi, con 17 bossoli e 14 frammenti di proiettili rinvenuti”, sparati “a distanza ravvicinata e ad altezza d’uomo”, rivolti “verso persone, esercizi commerciali e anche verso la sede di un partito”. “Chiunque – ha rilevato il pg Dall’Olio – si fosse trovato a passare di la’, sarebbe potuto essere attinto dai colpi”.

“Nel comportamento di Traini non c’è odio razziale, i neri vengono identificati da lui come i responsabili dello spaccio di droga nella provincia di Macerata e come responsabili della morte di Pamela Mastropietro, potevano essere anche gialli o pellerossa e il discorso sarebbe stato lo stesso”, inoltre “non c’è stata una strage perché il reato richiede l’indeterminatezza delle persone offese”. Lo ha sottolineato nella sua arringa l’avvocato Franco Coppi che difende Luca Traini imputato per strage di Macerata. Secondo Coppi Traini ha voluto “ergersi a vendicatore in preda ad un raptus emotivo di cui si dovrebbe tenere conto”.

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