Stress da pandemia, e i capelli cadono (soprattutto alle donne)

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La parrucchiera che lo ripete in piedi alle vostre spalle per l’ultimo risciacquo ai capelli: “Guarda che ne perdi tanti”. E vabbè dai, è autunno, anzi è inverno, c’è lo strascico dell’autunno; le castagne, il ricambio naturale…

Però le ultime volte aveva un tono serio e preoccupato: “No, no, sono proprio una valanga, troppi. Dai retta, prendi lo zinco… Anzi, fai una cosa, vai a comprarti la vitamina B, aiuta parecchio”. Ma insomma, che succede, è grave? “Ne vedo tante sai, di clienti messe come te, sono molte più di un anno fa o due anni fa. Perdono un sacco di capelli. Questa pandemia ci ha ammazzato”.

Chiacchiere frivole dalla pettinatrice? Eh, purtroppo no, non solo perlomeno. Nel silenzio del negozio, fatto di due sole persone ormai, cliente e titolare, di divanetti vuoti, senza signore in attesa e riviste di gossip strappate, di attaccapanni con appeso un triste e solitario cappotto, stavolta quella di cui si parla è una verità ormai assodata. 

Caduta massiccia dei capelli: è l’effetto Covid

In questi ultimi anni non sono più soltanto gli uomini a dover affrontare il disturbo per nulla piacevole di una improvvisa e massiccia, o peggio, definitiva, perdita dei capelli. Le donne sono coinvolte anch’esse in modo sostanziale e le cause di questa impennata sono più di una. I cambiamenti ormonali nelle giovanissime, i cibi che scegliamo per la nostra alimentazione e sì, certo, anche le emozioni negative, fra le quali lo stress innescato proprio dalla pandemia. 

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Tutto questo, secondo l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza del Dipartimento delle politiche della famiglia, ha modificato soprattutto gli equilibri delle adolescenti, ora costrette a crescere in una costante incertezza rispetto al futuro.
“La caduta dei capelli nella donna, a tutte le età, è un problema molto complesso – spiega la dermatologa Marcella Ribuffo – un disturbo anche impegnativo dal punto di vista diagnostico. Osservando le percentuali, ci rendiamo conto che le donne affette da questo tipo di disturbo sono in netto aumento. Una delle cause è l’inizio decisamente precoce dell’attività sessuale. Il che comporta un impulso di maggior entità da parte degli ormoni maschili, i quali hanno un ruolo determinante rispetto alla perdita dei capelli. A volte poi, tutto questo si associa al problema di ovaio micropolicistico, oppure ad iperandrogenismo periferico, cioè ormoni maschili nella norma come livelli ematici, ma maggiormente attivi, in particolari distretti del corpo”.

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Dunque, attenzione alla situazione ormonale, con controlli regolari ed indagini mirate per verificare, magari attraverso specifici dosaggi, che i livelli di estrogeni, progestinici e testosterone siano sufficientemente equilibrati. E il cibo? Quanto conta rispetto alla caduta dei capelli? “Il cibo è una voce fondamentale – chiarisce l’esperta. – Disturbi alimentari, come bulimia o anoressia alterano ad esempio il metabolismo, portano anemia o ferritina a bassi livelli o una iperinsulinemia, condizione che recentemente stiamo riscontrando con una certa frequenza nelle pazienti, talvolta associata all’obesità, con una distribuzione del grasso non adeguata”.

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Come è noto, vitamine del gruppo B e C, zinco (le parrucchiere mica parlano a vanvera!), selenio, ferro e cisteina sono un valido aiuto per chi vede la propria chioma sfoltirsi pericolosamente di giorno in giorno. E una corretta e sana alimentazione, anche in questo caso, potrebbe fare la differenza. Bisognerà scegliere quei cibi che sono ricchi di Omega 3, gli acidi grassi polinsaturi, ormai consigliati in quasi tutti i regimi dietetici che hanno per obiettivo la salute del nostro organismo. Parliamo di salmone, di sgombro, di acciughe, di sardine e di tonno. Ma anche di frutta secca e fresca, specie arance e kiwi (contengono vitamina C e rallentano l’invecchiamento del bulbo e la caduta dei capelli), o ancora, delle uova, dei vegetali a foglia verde e dei legumi.

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“L’alimentazione proteica, ma ricca di anti-ossidanti – conferma la dottoressa Ribuffo – aiuta, come è importante l’utilizzo di acido alfa-lipoico, vitamina C e cistina per uso orale come integratori. Ma è sempre consigliato consultare in primo luogo uno specialista e ottenere una diagnosi precisa di quel che realmente sta accadendo ai nostri capelli e al nostro organismo”.

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Dobbiamo anche ricordare che fra le possibili cause di una improvvisa e massiccia caduta dei capelli, potrebbero esserci anche problemi di tiroide. Per scoprire se siamo di fronte a una condizione di ipertiroidismo o viceversa di ipotiroidismo, saranno sufficienti degli esami del sangue mirati. Anche un cambiamento particolare nel nostro aspetto fisico, come ad esempio un colorito pallido, o una variazione altalenante del nostro peso corporeo, potranno essere campanelli d’allarme che ci suggeriscono la strada del controllo della tiroide.

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A questo punto, se la nostra situazione ormonale è accettabilmente in equilibrio, se stiamo mangiando in modo sano e corretto, se i possibili disturbi tiroidei sono stati esclusi, e nonostante tutto questo, allo specchio, gli spazi che intravediamo del nostro cranio fra le ciocche sono sempre più dilatati, allora tutto fa pensare che l’origine del problema sia a livello del sistema nervoso e della psiche. Lo stress, l’ansia e la paura provocate dalla pandemia da Covid 19 non sono da sottovalutare, escludendo naturalmente gli oggettivi effetti collaterali (fra i quali è annoverata pure la perdita di capelli) su coloro che hanno fisicamente contratto la malattia.

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“La pandemia ha accentuato quello che noi dermatologi definiamo telogen effluvium, ossia la caduta molto abbondante dei capelli – chiarisce la specialista. – Questo non deve spaventare in alcun modo coloro che sono toccati dal disturbo. Anche qui, con una esatta diagnosi i capelli ricrescono! Abbiamo molti casi di persone che hanno avuto l’infezione da covid e subito il danno citotossico virale, e di conseguenza una caduta di capelli che può durare circa dai tre a sei mesi. Con opportune terapie i capelli ricrescono”. 

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La buona notizia, dunque, è che il fenomeno, se correttamente trattato, si può arginare. Certo sarà importante anche avere più cura dei nostri capelli. Non utilizzare prodotti aggressivi per lavarli (con acqua tiepida all’inizio e fredda per l’ultimo risciacquo per stimolare la microcircolazione), cercare di legarli il meno possibile, pettinarli con spazzole morbide e poco “elettrizzanti”, dosare l’uso di phon e piastre, dimenticare totalmente le famigerate extension (vanno a pesare sulle radici del capello), ridurre le decolorazioni, lasciar passare almeno un paio di mesi tra una colorazione e quella successiva e infine considerarli parte integrante del nostro corpo, pensando sempre alla loro salute, oltre che al loro aspetto.

“Non si possono trattare i capelli come fossero sempre e solo un fattore estetico – dice la dottoressa – La diagnosi della caduta dei capelli è una diagnosi internistica e non bisogna giocare con cure inutili o col solito “fai da te”. Detto ciò, le tinte ad esempio, non sono un problema, a meno che non ci sia una conclamata e certificata allergia ai prodotti. Fatele tranquillamente se di buona qualità e se vi fanno sentire più belle e serene”.

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