“Su Mps negoziati interrotti nonostante l’impegno delle due parti”

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MILANO – Il ministero del Tesoro e Unicredit ufficializzano la rottura del negoziato per la compravendita del Monte dei Paschi, avviato in esclusiva il 29 luglio. Con uno scarno comunicato congiunto, le due controparti hanno confermato le indiscrezioni della vigilia.

Questo il testo: “Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti, Unicredit e il Mef comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di banca Mps”.

Nessuna indicazione sui motivi della rottura – secondo indiscrezioni c’era una distanza di 2-3 miliardi sulla dote pubblica da offrire al compratore – e nemmeno sul destino della banca senese. Che a questo punto dovrà trovare, sul mercato o con altra iniezione pubblica di denaro, nuovi fondi per colmare un deficit patrimoniale che la vigilanza aveva stimato attorno ai 3 miliardi di euro, sulla base dei conti semestrali 2021.

A questo punto il Tesoro potrebbe chiedere più tempo all’Unione europea per riprivatizzare la banca, che come da impegni del 2017 dovrebbe essere venduta dal socio pubblico entro la primavera 2022. Quanto ad Unicredit, dovrebbe andare avanti, per ora, sulla strada “in solitaria”, che prevede la presentazione dei risultati dei nove mesi giovedì, e verso metà novembre il nuovo piano strategico d’impresa, il primo firmato dall’ad Andrea Orcel.

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