Super Green Pass, il governo si è dimenticato i musei: “Non sappiamo chi far entrare e chi no”

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Da lunedì sarà obbligatorio esibire il Super Green Pass per accedere ai cinema e ai teatri, ma la regola non varrà per i musei, che non sono menzionati nel decreto pubblicato il 27 novembre sulla Gazzetta Ufficiale. Una decisione voluta o una dimenticanza da parte di chi ha steso le norme senza interpellare i responsabili dei beni culturali? Nelle direzioni dei musei regna la confusione, a pochi giorni dall’applicazione delle nuove norme.

L’allarme arriva per primo dall’Egizio di Torino: “Poiché il comunicato ufficiale di Federculture ci aveva confermato che anche i musei si sarebbero dovuti adeguare alle ultime disposizioni in materia di Covid – racconta la presidente Evelina Christillin – abbiamo già disdetto e rimborsato le prenotazioni da parte di chi non era in regola, anche dall’estero, ad esempio perché non era vaccinato ma aveva solo un tampone negativo. Si è poi appreso da fonti ufficiali del ministero per i Beni culturali che i musei sono esclusi dalle nuove direttive”.

Uno stato di incertezza confermato da Umberto Croppi, che di Federculture, l’associazione che rappresenta le più importanti aziende culturali del Paese, è il direttore: “Ho appena interpellato la Prefettura di Roma per saperne di più, ma non ho avuto risposte e i dubbi persistono. Siamo in attesa di una circolare ufficiale dai vertici del Mic (il nuovo acronimo del ministero che sostituisce Mibac, ndr) che ci dia disposizioni precise. I direttori dei musei ancora non sanno come si debbano comportare. Girano tante notizie, c’è chi sostiene che il Super Green Pass sia invece richiesto per le mostre. Come dire: per il Pala Expo a Roma è necessario e per le collezioni permanenti dei musei no? Senza dimenticare che quasi ogni museo ha allestito al suo interno delle mostre”.

Ad aumentare l’incertezza è uscita nel pomeriggio una circolare di Confcommercio che include i musei nelle strutture a cui si accede con Super Green Pass. Massima confusione, dunque, mentre si resta in attesa che l’enigma venga sciolto finalmente da fonti ufficiali del ministero della Cultura.

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