Super Green Pass, incontro Regioni-Governo. Si lavora a corsie preferenziali per i vaccinati e all’obbligo per categorie

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Si terrà oggi alle 18  l’incontro tra le Regioni e Governo sulle nuove misure per fronteggiare la quarta ondata del Covid. A palazzo Chigi saranno presenti i ministri degli Affari Regionali e della Salute Mariastella Gelmini e Roberto Speranza e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. Le Regioni parteciperanno alla riunione in videocollegamentoAlle 18 il governo ha convocato le Regioni sul tema Green pass. 

Ma come si arriva  a quest’incontro? Le posizioni sono variegate. Chi invoca subito una stretta sul green pass – che potrebbe essere differenziato – chi ancora parla di obbligo vaccinale come molti virologi. Ma la posizione dominante è accelerare in vista del Natale anche per non penalizzare ulteriormente le categorie produttive.

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L’obbligo

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa precisa: “L’obbligo è una questione che il governo non ha mai escluso e se ci fosse la necessità di ampliarlo ad alcune categorie, siamo pronti a farlo”. Così a Rainews24 il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Questa settimana, ha quindi confermato, “ci sarà invece una decisione per l’obbligo vaccinale della terza dose per le categorie per cui è già previsto l’obbligo del ciclo primario”.

La vicecapogruppo al Senato di Forza Italia Licia Ronzulli parla di un green pass differenziato e di un obbligo circoscritto: “La stragrande maggioranza degli italiani è vaccinata e, in caso di nuove limitazioni o di cambiamento di colore di qualche regione, non può pagare per l’irresponsabilità di chi non vuole immunizzarsi. Per questo ci vorrebbe un green pass differenziato che consenta l’accesso alle attività al chiuso solamente ai vaccinati, una sorta di ‘all area pass’ che non costringa chi si è responsabilmente vaccinato a dover subire delle restrizioni che si renderebbero necessarie a causa di chi, invece, non lo ha fatto. Il vaccino – riprende l’esponente FI – resta l’unica arma per sconfiggere il Covid e con i contagi in aumento e l’inverno alle porte, oltre a estendere l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari anche alla terza dose, sarebbe opportuno immaginare l’obbligatorietà anche per altre categorie, come forze dell’ordine, insegnanti e personale scolastico in generale, ma anche per tutti quei lavoratori, sia pubblici che privati, che svolgono attività di front office e sono, quindi, a contatto con il pubblico”.

Il green pass

Interviene Mariastella Gelmini: “Le scelte sul green pass le abbiamo già fatte- continua Gelmini – è chiaro che se ci sarà da parte del Cts la richiesta di rivederlo o magari accorciare la durata, noi seguiremo sempre le indicazioni della scienza”. Per i non vaccinati, invece, “non stiamo pensando nulla- va avanti la ministra- il paese è aperto. Le regole che ci siamo dati non solo rispetto al certificato verde ma anche alle regole nuove che abbiamo posto sul trasporto pubblico locale, il distanziamento e altre misure, ci stanno consentendo di tenere aperto”.

Ad auspicare una sretta sui Green Pass è Stefano Bonaccini, governatore della regione Emiia Romagna. “Sostengo la proposta del presidente del Friuli Venezia Giulia” Massimiliano Fedriga, ha detto a margine di un evento a Cesena. “Chi è vaccinato abbia una corsia preferenziale nei luoghi della socialità, in particolare, per evitare di chiuderli o di restringerli troppo. Questo credo sia giusto. Quei luoghi  quelli  hanno pagato il prezzo più alto tra l’altro durante la pandemia, dalla ristorazione ai bar, dalle attività commerciali, ma soprattutto ai luoghi della cultura, dello sport e del turismo, non debbano tornare a pagare un prezzo altissimo in termini di perdita di posti di lavoro o di indotto”.

Un richiamo alla responsabilità arriva dal presidente della regione Campania Vincenzo De Luca:  “Il super green pass? per quanto mi riguarda è una misura che si sta prendendo in ritardo.”Io continuo a ripetere che una settimana perduta – prosegue – significa altre migliaia di contagi. Mi auguro che il governo vada avanti ad horas, non a settimane, perché non abbiamo tempo da perdere. Per il resto vedremo come evolve la situazione. Noi la seguiremo quotidianamente”.

Il rebus turisti

Un’altra questione da risolvere è come comportarsi con i turisti e i cittadini dell’Ue. La normativa stabilisce che il pass Ue – ottenibile con certificato di vaccinazione, guarigione o con tampone negativo – è accettato da tutti gli stati membri e consente “in linea di principio di essere esonerato dalle restrizioni alla libera circolazione”. Con il super pass potrebbe dunque verificarsi la situazione che un cittadino italiano non può accedere a un ristorante o ad un cinema e un francese o uno spagnolo si. Sul sito dell’Ue si legge che “gli Stati membri dovranno astenersi dall’imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato Covid digitale dell’Ue, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutela della salute pubblica” e, in tal caso, gli Stati devono “informare la Commissione e tutti gli altri membri e giustificare tale decisione”.

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