Supercoppa, Inter-Juventus 2-1: decide Sanchez al 120′

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MILANO – È un’altra Supercoppa che Inzaghi porta via ad Allegri all’ultimo secondo, questa volta addirittura dopo 120′ (e un secondo, appunto): nel 2017 l’aveva fatto con la Lazio di Murgia e stavolta con l’Inter di Sanchez, un altro panchinaro. All’epoca fu una sorpresa, e quella di Simone un’impresa, mentre stavolta è stato lo sbocco finale di una superiorità incontrovertibile. La Juve ha avuto il merito di resistere, ha pure sfoderato una partita ben fatta ma sempre partendo dal presupposto della propria inferiorità. La cosa strana, in definitiva, è che per la definizione del vincitore si sia dovuto aspettare così tanto.

<< La cronaca della partita >>

Allegri ha studiato delle mosse che hanno funzionato, in particolare l’inaridimento della fonte Brozovic con la marcatura ossessiva di Kulusevski, ma più in generale è stato il giocarsela uomo contro uomo dappertutto che ha consentito alla Juve di appiattire la superiorità dell’Inter, infastidita dall’impossibilità di essere se stessa ma anche dal fatto di non essere riuscita a concretizzare l’imbarazzante dominio dei primi 10-15′, una partenza a manetta finita nel nulla a causa di due errori in area di Lautaro e di un rigore piuttosto limpido (fallo di Chiellini su Barella) ma non assegnato. La Juve ha cominciato a mettere in allarme i nerazzurri quando Kulusevski ha trasformato in azione pericolosa un pallone rubato a Brozovic. E al secondo duello vinto dallo svedese sul croato è passata in vantaggio: l’azione s’è chiusa con l’assist di Morata per la testa dell’isolatissimo McKennie. A quel punto è cominciata una fase favorevole ai bianconeri, esaltati da duelli individuali (Locatelli su Çalhanoglu, Rabiot su Barella, Chiellini su Dzeko) che l’Inter pativa assai.

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Ma i nerazzurri sono una grande squadra mica per niente, perciò hanno mantenuto la calma e cambiato copione, sfruttando l’unica marcatura che non stava funzionando, quella di Bernardeschi su Bastoni, il lancio lungo quand’era il caso o il palleggio paziente, a ridosso dell’area juventina, a costo di farlo diventare stucchevole. Così l’Inter ha progressivamente ripristinato i valori, in particolare dopo il rigore di Lautaro (intervento improvvido di De Sciglio su Dzeko), anche perché la Juve non è l’Atalanta e non ha la stessa resistenza fisica e mentale. Così il match è entrato nella terza fase, una banale contrapposizione tra una squadra forte che attacca senza soluzione di continuità (sfruttando di più le fasce e in particolare Dumfries, stavolta) e una più debole che si difende a pieno organico. La raccontano bene le statistiche al 90′: 63 a 37 di possesso, 22 tiri a 8, 18 azioni da gol a 6 (la principale, quella sprecata da Bernardeschi al 3′ st), un palo (di Dumfries di testa, ma con la mano decisiva di Perin).

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Però il risultato è rimasto intatto perché la Juve ha custodito bene l’area fino al 120′, quando un cross di Di Marco è stato gestito malissimo da Alex Sandro, che ha regalato la palla buona al rapace Alexis (“I campioni più li fai giocare più sono determinanti…”, ha detto il cileno con un filo di polemica), mentre la panchina bianconera stava urlando di fare un fallo per fermare il gioco e consentire l’ingresso del rigorista Bonucci. Ma all’ingenua Juve non è riuscito quest’ultimo sotterfugio: anche questo è un segno dei tempi.

Inter-Juventus 2-1 dts (1-1 al 90′)
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries (44′ st Darmian), Barella (44′ st Vidal), Brozovic, Calhanoglu, Perisic (10′ pts Dimarco); Dzeko (30′ st Correa), 10 Lautaro (30′ st A.Sanchez). (97 Radu, 5 Gagliardini, 8 Vecinoc 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 33 D’Ambrosio). All.: S.Inzaghi.
Juventus (4-4-1-1): Perin; De Sciglio, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; McKennie, Locatelli (1′ pts Bentancur), Rabiot, Bernardeschi (34′ st Arthur); Kulusevski (29′ st Dybala); Morata (42′ st Kean) (1 Szczesny, 23 Pinsoglio, 6 Danilo, 17 Lu.Pellegrini, 19 Bonucci, 21 Kaio Jorge, 38 Ake, 45 De Winter). All.: Allegri.
Arbitro: Doveri di Roma.
Reti: nel pt 25′ McKennie e 35′ Lautaro (rigore); nel sts 15′ A.Sanchez.
Angoli: 7-2 per l’Inter.
Recupero: 1′, 4′, 1′ e 0′.
Ammoniti: Dzeko, Dybala, Rugani, Vidal per gioco falloso, Bernardeschi, Correa, Sanchez per comportamento non regolamentare.
Note: spettatori 29.696.

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