Superlega, anche JpMorgan ammette l’errore: “Giudicato male l’impatto del progetto”

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – Dopo la retromarcia dei club, sulla Superlega arriva anche quella del principale sponsor finanziario dell’operazione: JpMorgan. La banca americana ha ammesso di aver “chiaramente giudicato male” il progetto che voleva finanziare. “Abbiamo chiaramente valutato male come questa operazione sarebbe stata percepita dal mondo del calcio in generale e l’impatto che avrebbe avuto in futuro. Impareremo da ciò”, ha detto un portavoce della banca.

Golia vince senza combattere

A ridosso della nota dei club che annunciava il progetto, JpMorgan aveva annunciato attraverso un portavoce che avrebbe sostenuto finanziariamente il progetto da 3,5 miliardi di euro. Un maxi prestito a tassi bassi che i club avrebbero poi potuto rimborsare nell’arco di 23 anni.

I vizi della Superlega

Il blitz sulla Superlega nei giorni scorsi aveva già danneggiato la banca Usa.  Standard Ethics mercoledì ha tagliato il corporate rating di Jp Morgan a “E+” dal precedente “EE-” a causa del suo coinvolgimento come finanziatore del progetto. “Standard Ethics giudica sia gli orientamenti mostrati dalle società di calcio coinvolte nel progetto, sia quelli della banca statunitense, in contrasto con le migliori pratiche di sostenibilità, le quali vengono definite dall’agenzia secondo i documenti dell’Onu, dell’Ocse e dell’Unione Europea, tenendo conto degli interessi degli stakeholder”, aveva spiegato iuna nota. Standard Ethics aveva ricordato che “i principali stakeholder del sistema calcistico europeo, rappresentati anche dalle associazioni che riuniscono i Club europei di diversa dimensione, hanno espresso ferma contrarietà al progetto poiché ritengono possa determinare gravi effetti negativi” al pari di “alcuni dei maggiori decisori politici nazionali” come il Premier inglese Boris Johnson, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente del consiglio italiano Mario Draghi che ha motivato il suo giudizio negativo riferendosi a “temi di sostenibilità come ‘i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport'”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source