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Superlega, Perez non si arrende: “Progetto in stand-by, Juve e Milan ci sono ancora”

La Republica News
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“Sono triste. Lavoriamo da tre anni. La Liga è intoccabile, ma dobbiamo puntare ai ricavi anche nei giorni feriali. Il formato Champions è obsoleto e ha interesse solo dai quarti di finale. La scorsa stagione sono stati persi 650 milioni e questo perché il formato non funziona. Abbiamo ideato un formato in cui le squadre più importanti d’Europa giocano a partire dall’inizio della stagione. Puoi ottenere più ricavi se sei solidale con gli altri”. Lo ha detto il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, nel corso della trasmissione spagnola ‘El Larguero’, analizzando quanto accaduto nelle ultime ore con il progetto Superlega. “Stiamo lavorando a questo progetto da molti anni e forse non siamo riusciti a spiegarlo bene”, ha concluso.

“Non ho mai visto un’aggressione del genere da parte del presidente Uefa. È stata orchestrata. Non l’ho mai vista. Minacce e insulti. Come se avessimo ucciso qualcuno. Il calcio deve essere salvato”, ha proseguito Perez. “C’è stata una campagna manipolata, hanno detto che stavamo per porre fine al calcio. Ci sono persone che hanno privilegi e che non vogliono perderli”.

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“Ho la responsabilità che il Real Madrid sia un pioniere. Se ci sono soldi, ci sono soldi per tutti. Il progetto è in stand-by, stiamo tutti insieme, riflettendo sul futuro. Juventus e Milan non hanno lasciato – ha sottolineato Perez – La cosa fondamentale è che le partite abbiano interesse per i giovani”. E quanto al Barcelona, ha risposto di aver parlato con il presidente del Barca Joan Laporta: “Certo che è ancora nel progetto”, ha detto. Mentre i sei club inglesi che erano tra i dodici club fondatori della Super League Europea hanno annunciato l’addio al progetto, Florentino Perez ha spiegato che “ha lavorato fino a tardi, fino all’una di notte. Abbiamo lavorato a questo progetto. Non siamo riusciti a spiegarlo. Forse oggi lo farò meglio”.

“I partecipanti fissi – ha continuato – se lo sono guadagnato in campo. Sono quelli con più tifosi sui social. Ci sono partite che nessuno guarda. Ho parlato con Agnelli tre volte oggi. Non mi sento solo. Stiamo vedendo in che modo possiamo generare quei soldi con l’accordo con JP Morgan. Sarebbe un peccato se non considerassimo questo formato. E dobbiamo farlo adesso. Non possiamo aspettare tre anni. I soldi vengono dalle buone partite, dove c’è concorrenza. Bisogna fare partite come Federer-Nadal che interessino i tifosi. Partite di alto livello senza escludere nessuno”. 

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“Non ho paura di ritorsioni. Ero preoccupato quando il presidente Uefa ha parlato di fair play finanziario. È fondamentale. Deve essere severo, non flessibile. Ci hanno ucciso con una terribile aggressione. Ci stavano aspettando. Quando tutto questo si capirà e si vedrà la realtà, vedremo cosa succederà. I club perderanno più di due miliardi. La vita cambia. Quando passano due decenni, arrivano generazioni che chiedono cose nuove. Il calcio è spettacolare ma dobbiamo prendercene cura. Dobbiamo fare partite competitive, e far sì che lo vedano sulle nuove piattaforme”.

Nel mirino di Perez soprattutto il presidente dell’Uefa Ceferin: “Voglio un presidente istruito, che non insulti. Semplicemente. Non va bene quel modo di insultare, proprio lui che dovrebbe dare l’esempio. Abbiamo tutti l’obbligo di dialogare e il presidente Uefa non ha fatto bene. Trasmettiamo un’immagine di cosa sia il calcio. Io non ho mai litigato con nessuno e sono qui da 20 anni. Il calcio è uno sport di valori”.



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