Tasse, Covid e Quirinale: proposte (e rimostranze) di Meloni da Draghi

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Oltre un’ora da Mario Draghi: Giorgia Meloni rispolvera l’orgoglio di leader dell’unica forza di opposizione e, dopo il vertice di Villa Grande con Berlusconi e Salvini, consegna proposte e perplessità di Fdi direttamente al premier. In attesa che il centrodestra elabori proposte unitarie sulla manovra la deputata romana consegna quelle di Frateli d’Italia. “Rivendichiamo che 8 miliardi vadano interamente sul lavoro e sul taglio del cuneo contributivo da dividersi tra aziende e lavoratori possibilmente con priorità a giovani e donne”.

Meloni ha implicitamente bocciato l’ipotesi della proroga dello stato d’emergenza per il Covid: “Sullo stato di emergenza il premier ha detto di non avere ancora deciso – dice la presidente di Fdi – per vedere qual è l’andamento della stagione più fredda. Comunque l’Italia è uno dei Paesi in cui l’uso del green pass è stato più incisivo. Ma o il green pass funziona e allora non c’è bisogno di prorogare lo stato di emergenza, o c’è bisogno di prorogare lo stato di emergenza e allora il green pass non funziona e qualcuno deve rivedere questa scelta”.

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Sul tavolo del colloquio a Palazzo Chigi anche le manifestazioni dei No Pass: “Ho detto al presidente Draghi che sono rimasta molto colpita dal Daspo al leader dei portuali di Trieste Puzzer, così come ero rimasta molto colpita dal fatto che il governo che consente di sparare con gli idranti sui manifestanti in ginocchio. Credo che non siano reazioni degne di una democrazia: si deve avere il diritto di manifestare il dissenso, non siamo in Corea, Cina o tra i Talebani. Non credo neanche che questo aiuti la credibilità del suo governo”. Non c’è alcuna conferma che si sia anche solo accennato al tema del Quirinale. Di certo, al termine dell’incontro, Meloni ha risposto alle domande dei giornalisti sul semipresidenzialismo de facto, un rafforzamento dei poteri del Capo dello Stato, senza intervento di modifica costituzionale, che i ministri Giorgetti e Brunetta ipotizzano nel caso in cui Draghi vada al Quirinale.

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“Noi di FdI siamo un partito assolutamente presidenzialista. La più grande riforma che si può fare in Italia è una riforma presidenziale, però per farla si deve intanto fare una legge costituzionale e in secondo luogo il presidente va eletto dai cittadini, perché l’idea di un presidenzialismo de facto imposto dall’alto a me non convince – conclude la presidente di Fdi – indipendentemente dall’autorevolezza indiscussa del presidente Draghi”.

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