Tav i senatori Cinque Stelle non votano lok passa grazie al centrodestra

Tav, i senatori Cinque Stelle non votano: l’ok passa grazie al centrodestra

La Republica News
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Il Movimento Cinque stelle non ha partecipato al voto sul parere al contratto di programma sulla sezione transfrontaliera della Tav Torino-Lione, all’esame della commissione Lavori pubblici del Senato. Il parere è stato comunque approvato: tutti gli altri gruppi, anche dell’opposizione (Lega e Forza Italia, mentre Fdi non era presente alla seduta) hanno infatti votato a favore.

Anche in commissione Trasporti alla Camera, mercoledì scorso, il M5s era uscito dall’aula al momento del voto: alla fine il provvedimento che, tra l’altro, destina 90 milioni in più alle opere di compensazione in Valle di Susa, è riuscito a passare solo con l’appoggio del centrodestra.

In commissione c’era il voto su una risoluzione della maggioranza nella quale – con la premessa di dare l’ok al proseguimento dell’accordo con Telt e Ferrovie per il piano sulla Tav – si chiedeva la rinegoziazione dell’intesa con la Ue, affinché fosse diminuita la parte legata al finanziamento dell’Italia e aumentata la quota di Bruxelles, ma allo stesso tempo si concedevano 90 milioni in più da destinare ai territori italiani interessati dall’opera.

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23 Dicembre 2020

Ma oggi, così come alla Camera mercoledì scorso, i Cinque Stelle hanno seguito il medesimo copione, non votando e dando modo al centrodestra di fare da stampella alla maggioranza. I senatori M5s hanno lasciato l’aula della commissione, eccetto, per dovere istituzionale, il presidente Mauro Coltorti che non ha comunque partecipato al voto.

Al di là della generale posizione di contrarietà alla Tav, nello specifico il gruppo Cinque Stelle ha motivato la sua posizione presentando una dichiarazione di voto in cui si evidenziano le “innumerevoli criticità” dello schema di contratto di programma, così come la necessità di una fase di “adeguata informazione preventiva” prima della sua sottoscrizione, delle parti interessate e della cittadinanza, in particolare “per quanto riguarda la capacità dell’infrastruttura, le modalità ed i tempi di realizzazione e finanziamento, i costi per le imprese, gli utenti e i consumatori”.

Ma le polemiche sono inevitabili. “Approvare con una maggioranza spaccata non fa piacere – dice il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvatore Margiotta del Pd – le posizioni diverse erano note, tutto il dibattito ha evidenziato la chiara divaricazione. Il tema è se questa posizione sia limitata a questa opera o se ci siano rigurgiti anti grandi opere da una parte della maggioranza. Credo che non sia così, ma deve essere chiaro che questo non ce lo possiamo permettere. Le grandi opere sono un asset fondamentale per far ripartire l’economia”.



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