Telefonata Conte-Ursula, indiscrezione da Bruxelles: “Mes, niente troika”. Resta un (grosso) ostacolo

Libero Quotidiano News

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07 maggio 2020

Telefonata tra Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, i due hanno parlato della preparazione del Recovery Fund e del percorso negoziale relativo al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Nel frattempo, da Bruxelles, sembrano arrivare buone notizie sul Mes. Stando a una indiscrezione di Repunnlica, il fondo sarà uno strumento “totalmente innocuo” per i governi, studiato solo per aiutarli a gestire l’emergenza coronavirus. Cadrebbe, dunque, l’ipotesi di quella “vigilanza rafforzata” che aveva fatto temere una nuova troika in giro per l’Europa.

Con una lettera al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni sembrano escludere i sospetti di commissariamento dei conti pubblici per chi chiederà gli aiuti, anche se resta da vedere la reazione dei ministri dell’Eurozona più rigidi, i cosiddetti falchi che mai hanno fatto sconti ai Paesi in difficoltà. Prima di tutto, la Commissione chiarisce che sarà lei ad occuparsi del monitoraggio sulle spese del Mes, e non la Bce e il Mes stesso. Per chi chiederà gli aiuti, inoltre, le missioni dei tecnici europei non aumenteranno: resteranno sempre le stesse. Secondo i commissari, data la limitatezza di scopo e grandezza della linea di credito dedicata alla pandemia, tutta quella serie di regole legate al Mes non si applica. Non ci sarà quindi nessun programma macroeconomico di riforme da concordare, né la possibilità per la Commissione di chiedere “correzioni aggiuntive dei conti” nell’ambito del monitoraggio.
Altra notizia positiva, Bruxelles ha già pubblicato le analisi di sostenibilità dei debiti per tutti i Paesi della zona euro, pre-requisito per valutare l’idoneità al al Mes, e quello italiano risulta idoneo: “Malgrado i rischi, il debito resta sostenibile nel medio termine, anche grazie a importanti fattori mitiganti” come il suo profilo, con scadenze medie a 8 anni che smorzano i rischi dei temporanei aumenti dei tassi” e il rapporto debito/Pil “resta su una traiettoria di discesa nel medio termine”.

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