Telegram oscura i No Vax, chiusi i canali della propaganda “Basta dittatura”

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“Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i termini di servizio di Telegram”. È il messaggio che appare da qualche ora a chi cerca di accedere al canale Basta Dittatura, la chat No Vax che coordinava molte delle azioni No Green Pass di tutt’Italia, dalle manifestazioni di piazza all’azione di boicottaggio di ristoranti e dei bar che chiedono la carta vaccinale per l’ingresso.

“Io, infiltrato tra i No Vax per bloccare i gruppi che diffondono falsità online”

La procura di Torino nelle scorse settimane aveva richiesto, con un decreto, la “collaborazione volontaria” gli amministratori di Telegram, società che ha sede a Dubai. I reati ipotizzati dai magistrati torinesi erano istigazione a delinquere e violazione della privacy dopo la divulgazione nel canale ‘Basta dittatura’ di numeri di telefono e indirizzi di politici, giornalisti e virologi. C’erano state inoltre le minacce anche al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sempre questa notte è stata oscurata anche la pagina “Basta Dittatura Chat”, popolata da oltre 7mila utenti. L’incitazione alla violenza configurerebbe la violazione dei termini di servizio della piattaforma fondata da Pavel Durov..

Proprio la pm che si sta occupando del caso, Valentina Sellaroli, era finita nel mirino dei No Green Pass che sul canale avevano diffuso i suoi dati e la sua mail chiedendo al popolo della rete di inondare la casella di posta elettronica del tribunale di mail e massaggi contro il magistrato.

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Le campagne di shitstorm avevano colpito magistrati e virologi, come Fabrizio Pregliasco, ma anche il presidente della Regione Alberto Cirio e i vertici dell’Università, colpevoli, come tutti gli altri, di applicare le regole sul Green Pass.

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“Questo gruppo incita alla violenza contro i medici che si occupano di vaccinazioni – si legge  nel messaggio con cui telegram spiega la decisione di chiudere il canale – Hanno pubblicato i nomi di specifici medici chiedendone il linciaggio. Tutto  questo è contrario alla politica di Telegram.  Prima di bloccarlo avevamo avvisato i moderatori  del canale di fermare queste violazioni ma non lo hanno fatto”.

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Il canale aveva superato i 40mila iscritti ed era diventato uno dei principali canali di informazione dei no Vax e no Green Pass in Italia.

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