Terapia intensiva posti raddoppiati. Giuseppe Conte la menzogna in faccia allex ricoverato Massimo Giannini

“Terapia intensiva, posti raddoppiati”. Giuseppe Conte, la menzogna in faccia all’ex ricoverato Massimo Giannini

Libero Quotidiano News
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11 novembre 2020

“Siamo al lavoro per evitare un lockdown generalizzato”. Questo è diventato ormai un mantra per il premier Giuseppe Conte, che ribadisce ancora una volta l’impossibilità di chiudere tutto come a marzo: “Avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve”, ha spiegato il presidente del Consiglio in un’intervista a La Stampa, riferendosi all’ultimo dpcm e alla divisione dell’Italia in tre zone di rischio per contrastare il Covid. Conte, poi, ha rigettato le accuse mosse da fronti politici, ma anche medici, sul tempo perso quest’estate, quando ci si sarebbe potuti preparare meglio per mitigare l’impatto della seconda ondata. “Io non mi giustifico, semplicemente respingo l’accusa che questo governo abbia passato un’estate da cicala: abbiamo raddoppiato i letti di terapia intensiva rispetto alla passata primavera, abbiamo immesso nei servizi sanitari oltre 36mila tra medici e infermieri, abbiamo decuplicato la capacità di effettuare tamponi, arrivando a picchi di 230mila in un giorno contro i 25mila di inizio emergenza”. Già, “raddoppiati i letti di terapia intensiva”. Peccato che le cifre dicano tutt’altro.
 
 

 
Quando il direttore del quotidiano, Massimo Giannini, gli ha fatto notare che i loro interventi non sono bastati, il premier ha risposto: “Naturalmente dobbiamo fare di più”. Qualche parola, poi, anche sulla paura degli italiani di non poter festeggiare serenamente il Natale: “Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati”. Il presidente, però, ha compreso anche che adesso i cittadini hanno un livello di sopportazione più basso rispetto alla scorsa primavera, tuttavia ha chiesto un ulteriore sforzo per uscirne. 
Sul versante Calabria, Giuseppe Conte ha ammesso che è stato giusto intervenire per rimuovere Saverio Cotticelli come commissario alla Sanità, ma ha anche detto che il successore, Zuccatelli, “ha fatto dichiarazioni assolutamente inaccettabili”, riferendosi ai video in cui il neo commissario si esprimeva come un no mask. E sull’ipotesi di una nuova sostituzione, il premier ha dichiarato: “Gino Strada può essere un buon nome”. Poi, in merito alle cifre messe a disposizione dal governo con il doppio decreto ristori, poco più di 7 miliardi, il presidente ha spiegato che i contributi non sono esigui e che corrispondono al doppio di quelli già ricevuti in estate per molte categorie.

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