Terzo segno positivo per il mercato auto in Italia: a ottobre +14,5%

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Nel mese di ottobre in Italia sono state immatricolate 115.827 vetture, in crescita del 14,56% rispetto alle 101.103 unità dello stesso mese del 2021. Per quanto riguarda il periodo gennaio-ottobre 2022, le immatricolazioni sono state pari a 1.091.894 unità, in calo del 13,81% dalle 1.266.795 unità dello stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del terzo segno positivo di seguito per il mercato dell’auto in Italia. La salita di ottobre segue quelle di settembre (+5,4%) e di agosto (+9,9%), che era stato il primo mese a chiudere in positivo dopo tredici cali consecutivi.

Il gruppo Stellantis, partecipato da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, ha immatricolato in Italia nel mese di ottobre 37.973 auto, il 6,5% in più dello stesso mese del 2021. La quota è del 32,9% a fronte del 35,3%. Nei dieci mesi le immatricolazioni del gruppo sono 391.598, in calo del 18,4% sullo stesso periodo dell’anno scorso, con la quota al 36% rispetto al 38,1%. I dati sono elaborati da Stellantis su fonte Dataforce.

Quella vista nell’ultimo trimestre sul mercato è una serie positiva che però non fa sorridere i produttori rispetto alle previsioni e alle chiusure dell’anno: “La fragilità dello scenario globale e il rischio di recessione tecnica nell’ultima parte dell’anno dovrebbero impattare anche sul settore automobilistico, portandolo a chiudere il 2022 a circa 1.300.000 immatricolazioni, -10,8% sul 2021 e 158.000 unità in meno, un volume pari a quello di minimo storico che si registrò nel 2013 con 1.304.000 autovetture”, sottolinea Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’associazione delle case estere.

Secondo il Centro Studi Promotor di Bologna la situazione rimane preoccupante: “Nonostante i tre incrementi degli ultimi mesi il bilancio del periodo gennaio-ottobre chiude con 1.091.894 immatricolazioni e quindi con un calo del 13,81% sullo stesso periodo del 2021 e del 32,8% sullo stesso periodo del 2019, cioè dell’anno che ha preceduto la pandemia. Se la serie positiva dovesse continuare anche in novembre e in dicembre, il 2022 potrebbe chiudere con 1.300.000 immatricolazioni. Un livello inferiore del 10,8% a quello del 2021 e del 32,2% a quello del 2019, un livello – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Csp – assolutamente insufficiente per soddisfare la domanda di sostituzione del parco circolante italiano che sfiora i 40 milioni di autovetture, che è tra i più vecchi d’Europa e che nel 2022 è ulteriormente invecchiato anche per lo scarso interesse che il pubblico ha dimostrato per gli incentivi all’acquisto di auto elettriche o con emissioni molto contenute. Il mercato italiano dell’auto ha toccato i livelli infimi indicati per il prodursi di una tempesta perfetta che ha colpito sia la domanda per gli effetti della pandemia e degli eventi negativi che l’hanno seguita, sia l’offerta che è stata fortemente penalizzata dalle difficoltà di reperimento di componenti essenziali per la costruzione di automobili come i microchip ed altri dispositivi e materiali”.

Rispetto alle tipologie di motori si conferma, secondo Unrae, il calo delle vetture elettriche, che cedono quasi la metà dei volumi, -3,8% su settembre. L’analisi delle immatricolazioni sulle alimentazioni, mostra per benzina e diesel un ottimo andamento di crescita, con il motore a benzina che sale al 27,4% (+1,6 punti e 27,7% in gennaio-ottobre) e il diesel che si attesta al 18,7% (+0,6 punti e 20,1% nel cumulato). Anche il Gpl torna in aumento, all’8,8% di quota nel mese (+1,1 punti e 8,6% nei 10 mesi), mentre il metano scende veritginosamente allo 0,4% del totale (0,9% nel cumualto). A dominare il mercato sono sempre le ibride che salgono al 36,3% delle preferenze (34,1% in gennaio-ottobre) con un 9,9% per le “full” hybrid e 26,4% per le “mild” hybrid. Leggera ripresa anche per i modelli plug-in che recuperano, tornando al 5,2% di quota in ottobre.

I dati di ottobre escono nel giorno in cui sulla piattaforma Mise partono i nuovi incentivi, in particolare l’extrabonus per le famiglie con un Isee sotto i 30 mila euro e gli incentivi per le flotte a noleggio. “Senza dubbio, la recente rimodulazione degli incentivi e, soprattutto, l’estensione dell’ecobonus anche alle società di noleggio stimoleranno la ripresa del mercato fino alla fine dell’anno – dice Gianmarco Giorda, direttore di Anfia, associazione delle imprese dell’indotto auto – ora auspichiamo che venga attuata in tempi rapidi anche la misura di incentivazione per le infrastrutture private e nei condomini, passo necessario per la diffusione della mobilità elettrificata e per il conseguente rinnovo del parco circolante verso una completa decarbonizzazione. Sarà infatti fondamentale che il nostro Paese adotti velocemente tutte le misure necessarie per incentivare gli investimenti di imprese e cittadini, per affrontare al meglio la transizione energetica dopo la conferma da parte della Ue della data del 2035″.

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