Test dingresso annullati e classi piu piccole con il Covid a Milano cambiano i criteri per le iscrizioni

Test d’ingresso annullati e classi più piccole: con il Covid a Milano cambiano i criteri per le iscrizioni

La Republica News
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La speranza è che a settembre si possa tornare in casse con relativa tranquillità, ma i programmi per il prossimo anno si definiscono in questi mesi. Così le scuole milanesi hanno rivisto i propri criteri per la formazione delle nuove classi prime. Il cambiamento più radicale lo fa il liceo scientifico Volta, che rinuncia alla prova preselettiva. Sarebbe impossibile, infatti, replicare a gennaio il test che lo scorso anno ha coinvolto 895 studenti di terza media. “Chiaramente il Volta non era la prima scelta per tutti loro, il test era anche un modo per mettersi alla prova” spiega il preside Domenico Squillace, che quest’anno individuerà i 252 studenti delle 9 prime stilando una graduatoria per attribuire 31 punti, tra cui fino a 10 in base alla media dei voti di seconda media (al 6, per esempio, corrispondono 6 punti), altri 10 per la media pesata di italiano, matematica, storia e scienze, fino a 5 per la zona di residenza e due assegnati su indicazione delle scuole medie.
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“Si tratta di un bonus che gli istituti possono chiedere per studenti non madrelingua con potenzialità non espresse appieno anche a causa delle difficoltà provocate dal Covid” spiega Squillace, che sottolinea come il rendere più incisivo il criterio territoriale (immediata vicinanza, zona 3 e 2, Milano e Sesto San Giovanni, Vimodrone, Cologno Monzese e Segrate) sia imposto “dalle difficoltà legate agli spostamenti registrate nei mesi scorsi”.

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A una scuola più radicata nel quartiere pensa anche Roberto Garroni, preside del Virgilio, che conferma le 14 nuove prime ma punta a “formare gruppi al massimo da 24 studenti, prevedendo liste d’attesa da sbloccare qualora a settembre di possa tornare alla normalità con classi da oltre 27”. In piazza Ascoli si prevedono esuberi per il liceo linguistico e per scienze umane. Il criterio principale è “il consiglio orientativo espresso dalla scuola media poiché – spiega Garroni – arriva da insegnanti che hanno affiancato gli studenti per tre anni e li conoscono bene”. In seconda battuta c’è l’elemento territoriale: il 60 per cento dei posti di scienze umane (e il 50 per gli altri indirizzi) è riservato ai residenti nell’area verso est compresa tra viale Testi e corso Lodi.
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Anche il classico Manzoni, che il prossimo anno costituirà 8 classi prime e non 10, dopo le polemiche delle scorse settimane, ha definito i propri criteri di precedenza in caso di esubero: conterà il consiglio orientativo, in seconda battuta la media dei voti di seconda media, quindi la presenza a scuola di fratelli. Viene meno, perciò, la territorialità, che è invece l’unico elemento (esclusa la presenza di fratelli) considerato al liceo classico Beccaria. ” Negli anni scorsi non abbiamo rifiutato iscrizioni arrivando però a formare anche classi da 30″ spiega la preside Simonetta Cavalieri, chiamata a fare i conti con gli spazi disponibili: “Due anni fa abbiamo formato 12 prime, ora non possiamo andare oltre le 9 attuali, anche se probabilmente saremo chiamati a scegliere ” . La precedenza innanzitutto sarà per i residenti nel Municipio 8 e nei comuni di Novate, Baranzate, Bollate, Pero, perché “siamo una scuola pubblica – aggiunge – e, poiché i licei classici sono concentrati in centro, dobbiamo spostarci verso le periferie per offrire a tutti la possibilità di frequentare”.
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Sceglie di non cambiare lo scientifico Vittorio Veneto, che va verso la conferma delle 11 prime da almeno 27 studenti, “come previsto dalle regole” sottolinea la preside Patrizia Cocchi, e mantiene gli stessi criteri di precedenza. “Il legame di parentela, il consiglio orientativo e, in seconda battuta, l’aspetto territoriale con priorità alle zone 7 e 8, e quindi a vari comuni dell’hinterland per i quali siamo la “scuola naturale””.

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