Tetto a mille euro per i contanti: da gennaio scatta la stretta

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – Si avvicina la nuova stretta all’uso dei conanti. Dal 1° gennaio 2022, il tetto all’uso del contante tornerà, dagli attuali duemila, a mille euro. Non si tratta di una “prima” in assoluto per quella soglia, né tantomeno di una novità dell’ultima ora. La discesa è infatti una eredità del decreto fiscale che il governo giallo-rosso collegò alla Manovra per il 2020 e che riavvolgerà il nastro ai tempi del governo Monti, quando fu per l’appunto fissato il tetto ai mille euro.

Come cambiano le soglie di uso dei contanti? Il dossier della Camera sulla conversione del decreto fiscale di fine 2019 aiuta a ricordare quali sono state le modifiche. Il testo ha infatti ridefinito:

  • la soglia oltre la quale si applica il divieto al trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche;
  • la soglia per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta, svolta dai soggetti iscritti nella sezione prevista dall’articolo 17- bis del decreto legislativo n. 141 del 2010, i quali esercitano professionalmente nei confronti del pubblico dell’attività di cambiavalute.

In entrambi i casi viene previsto che il valore soglia, pari a 3.000 euro nella legislazione previgente, venga ridotto a 2.000 euro a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, per ridursi ulteriormente a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Siamo, per l’appunto, arrivati al momento della seconda discesa. Il Tetto è stato spesso divisivo, e non c’è accordo sul fatto che sia uno strumento realmente utile a contenere l’evasione. In passato è arrivato a punte di 12.500 euro, poi è stato abbattuto dall’esecutivo dei professori chiamato a gettare acqua sul fuoco dello spread, con il cosiddetto decreto Salva Italia. Quindi è stato riportato a 3.000 euro, nel 2016, dal governo Renzi per rilanciare i consumi e di nuovo sceso a 2mila euro due estati fa. Non molto tempo fa, uno studio di ricercatori di Bankitalia sugli effetti dell’innalzamento del tetto del 2016 ha dimostrato come abbia portato a un aumento di 0,5 punti percentuali dell’economia non osservata e gli autori hanno concluso – ammettendo alcuni limiti del loro modello – che tetti più rigidi alla circolazione delle banconote sono strumenti efficaci per combattere l’evasione.

Tetto al contante a mille euro, dal 2022 riparte la sfida al nero

Con le modifiche parlamentari alla Manovra, si era sollevato qualche tentativo di evitare la nuova stretta. Era stata in particolare Fdi a presentare un emendamento per chiedere almeno il rinvio della misura. La modifica ha trovato il muro del governo e Lega e Forza Italia, da sempre a favore di un regime più soft, non hanno potuto fare asse con il partito di Giorgia Meloni per garantire gli equilibri della maggioranza. Salvini e Berlusconi hanno però, proprio in uno degli ultimi colloqui, rinnovato l’impegno ad alzare il limite di spesa. E’ una misura che punta a rafforzare la lotta al nero e la strategia cashless: una strada alla quale guarda la stretta approvata durante l’esame parlamentare del decreto legge Recovery e che prevede che negozianti e professionisti siano tenuti a accettate il bancomat o le carte di credito come forme di pagamento, di qualsiasi importo si tratti. Chi dovesse rifiutarsi incapperà in una multa: si partirà da 30 euro, somma a cui si aggiungerà una percentuale in base al valore del prodotto o del servizio acquistato.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source