Dalla Francia alla Russia, dall’Ucraina alla Polonia, le testate internazionali ricordano Toto Cutugno, morto a 80 anni. Un successo internazionale enorme soprattutto nell’Est Europa che in molti, da Al Bano a Pippo Baudo, hanno ricordato e che si riscontra sulle prime pagine dei quotidiani europei ma non solo.
Mosca piange Cutugno: “Addio Toto, ricordo felice di un’infanzia sovietica”
“Il cantante della hit L’italiano“, titola Le Monde che lo definisce “famoso in Italia e all’estero” anche per la vittoria all’Eurovision del 1990. “L’italiano il suo più grande successo, pubblicato nel 1983, è stato il numero uno delle classifiche in Italia e Svizzera, e il numero due in Francia”, ricorda il quotidiano. Titoli e articoli simili sugli altri media francesi Le Parisien, Le Figaro, La Provence e France bleu che ricorda anche l’ampia produzione di cantautore. “Ha composto per numerosi cantanti francesi, soprattutto negli anni 70: da Michel Sardou (En chantant) a Mireille Mathieu passando per Gérard Lenorman, Joe Dassin, Johnny Hallyday“. “Toto Cutugno ha composto alcuni dei più grandi successi della canzone francese”, aggiunge dal Belgio La libre.
Toto Cutugno, un italiano vero
Oltre a L’Été indien, con e per Dassin, Cutugno scrisse le musiche di Et si tu n’existais pas, che fece il giro del mondo arrivando a un tale popolarità da diventare la melodia delle campanelle nelle scuole russe. E in Russia la tv di Stato definisce “leggendario” Cutugno come cantante ma anche come compositore, noto “già dei tempi dell’Urss”. Per Vesti, il notiziario russo, è morto “un italiano vero”. E sono molti anche i giornali di Mosca che dedicano le proprie pagine web alla scomparsa del cantante. In primis Kommersant, testata vicina al Cremlino che sottolinea come “nel corso della sua carriera, Toto Cutugno ha lavorato con Joe Dassin, Dalida, i Ricchi e Poveri, e ha anche scritto composizioni per l’album del 2016 di Adriano Celentano”, altro nome nell’olimpo del pop italiano per i russi dall’arrivo di Sanremo sugli schermi tv oltrecortina negli anni ottanta.
Anche Nexta, media dell’Europa orientale sempre molto critico con la Russia, ha twittato la scomparsa di Cutugno. “Leggendario” viene definito anche dall’agenzia Rbk Ukraina, che batte come urgente la notizia della scomparsa del cantante italiano, mentre la guerra di invasione russa continua a devastare il Paese e nonostante alcune traversie legate alle posizioni di Cutugno, in passato. Posizioni che Cutugno aveva sempre negato, dicendosi apolitico, e tornato a negare nel 2019 quando un gruppo di deputati della Rada, il parlamento ucraino, ha chiesto con una lettera al capo dei servizi di sicurezza del Paese, di vietare l’ingresso del cantante. “Nel 2006, il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha assistito al suo concerto a Kiev” annota la Bbc in ucraino. “Nel 2013, a Kiev, ha ricevuto il premio ‘persona dell’anno’ per la rinascita dei contatti culturali e il riavvicinamento spirituale dei popoli’. È stato ospite frequente a Kiev e ha tenuto concerti in ucraina quasi dieci volte. L’ultima volta si è esibito nella capitale dell’ucraina nel 2017. Cutugno sosteneva che qualcuno a Kiev non gli avesse perdonato di aver portato il coro dell’Armata rossa a Sanremo nel 2013. Eppure il cantante godeva di grande popolarità in ucraina, come in molti altri Paesi dell’Est”.
Il coro dell’Armata Rossa a Sanremo: nel 2013 cantò L’italiano con Cutugno
Anche i quotidiani spagnoli riportano con enfasi la notizia: El mundo lo indica come “autore dell’inno L’italiano“. Mentre El Periodico lo definisce “vincitore dell’Eurovision 1990” e aggiunge: “il mondo dell’Eurovision song contest piange la perdita di uno dei suoi vincitori italiani”. La morte è la notizia più letta sulla albanese A2, canale di notizie in partnership esclusiva con la Cnn ed è in grande evidenza nella sezione cultura sul canale tv ceco Iprima e su Cnn Portugal. “È morto Toto Cutugno, il ‘vero italiano'” scrive la polacca Gazeta Wyborcza. Sempre da Varsavia titolo quasi uguale sull’influente Rzeczpospolita. La tedesca Bild lo ricorda come “siciliano dai fluenti capelli neri”, e chiosa dicendo che anche i suoi colleghi sentiranno la mancanza di questa “star mondiale”.
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