Tra vigne antiche e stampi medievali, tutta la poesia dei Custodi del gusto

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C’è Andrea, che produce un vino singolare e ha scelto di dimostrare che anche in un paesino di montagna si può trascorrere una vita piena, culturalmente stimolante e non priva di soddisfazioni professionali. C’è Monica, che si è rifugiata in collina e ha deciso di dedicare le sue giornate alle caprette quasi per compensare la perdita del capriolo di cui si prendeva cura da ragazza. E poi c’è Domenico che come un supereroe protegge e perpetua i semi di antichi frutti che le grandi aziende agricole hanno abbandonato perché poco redditizi. E, ancora, ecco le sorelle Alessandra e Monica che nella vecchia falegnameria del nonno portano avanti la tradizione, la cui nascita si perde nel Medioevo, degli stampi intagliati a mano per rendere unica la pasta fresca.

Le loro storie sono protagoniste de “I Custodi del Gusto”, il nuovo podcast de ilGusto in collaborazione con Intesa San Paolo, scritto e raccontato da Eleonora Cozzella e Martina Liverani. Un viaggio dedicato a scelte di quotidiano coraggio e inventiva di chi, a un certo punto della vita, ha deciso di dare una svolta e di tracciare una strada – spesso impervia e mai battuta – in direzione contraria. Contro l’oblio o l’omologazione, a favore della memoria e della diversità. I primi quattro Custodi del Gusto sono uomini e donne che hanno fatto scelte anticonvenzionali, storie che ispirano ed emozionano, con un sapore antico ma proiettate nel futuro.

Custode è chi cura qualcosa con amorevolezza ma al tempo stesso sarebbe disposto a difenderla con le unghie e i denti; custode è chi protegge e recupera. “Volevo fare il vino nel posto in cui sono nato”, racconta Andrea Peradotto che a Portico di Romagna, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, recupera piccoli appezzamenti di vigne abbandonate, nelle vecchie case dei contadini o ai confini del bosco, e produce vino da uve Sangiovese di montagna. Come lui, Domenico Ghetti, contadino di Brisighella, che ha speso una vita cercando gli innesti di antiche varietà autoctone di frutti: “Era un peccato farli sparire”, dice, e ora colleziona centinaia di esemplari, un archivio di esemplari che è patrimonio di tutti. 

Custodi del gusto: il podcast

“Non ho bisogno di altro che sentirmi in sintonia con la natura, quando raccolgo le erbe spontanee o quando mungo le capre e ne ottengo poi un formaggio vivo e profumato” spiega Monica Ferrucci, che ha adibito ad agriturismo un casolare già appartenuto al regista David Lean e ha creato il suo piccolo laboratorio-caseificio. “La scelta di intagliare gli stampi per fare i croxetti è venuta quasi per caso, un po’ per omaggiare il lavoro di nostro padre e nostro nonno che tanto si erano impegnati, per non far morire la tradizione ligure che voleva la pasta fresca impressa con gli stemmi di famiglia”, dicono le sorelle Alessandra e Monica Picetti. 

Eleonora Cozzella e Martina Liverani hanno scovato questi Custodi del Gusto e sono andate a incontrarli là dove ogni giorno, con tenacia e passione, portano avanti un lavoro che è anche una missione: salvare una coltivazione abbandonata, un frutto dimenticato, un mestiere in disuso o una ricetta. Le due giornaliste si sono unite a questa missione contribuendo con il loro mestiere, ossia raccontare storie. Che è un modo anche questo di salvare le cose. 

Le puntate de I Custodi del Gusto saranno disponibili dal 22 ottobre 2021 su ilGusto.it, i seguenti episodi saranno disponibili il 25, 27 e 29 ottobre 2021. 

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