Trivulzio, iniziate le audizioni sulle morti degli anziani. Un’infermiera: “Qui si continua a morire, i trasferimenti non sono finiti”

La Republica News

Comincia la raccolta delle testimonianze dei lavoratori del Pio Albergo Trivulzio, operatori, infermieri, medici, nell’inchiesta della procura di Milano su presunte irregolarità nella gestione dell’emergenza Coronavirus nelle case di riposo, dove sono morti centinaia di anziani, e anche sull’operato di Regione Lombardia e delle Agenzie di tutela della salute. Diversi dipendenti del Pat già nelle scorse settimane hanno denunciato pubblicamente carenze nei protocolli interni di sicurezza della struttura che avrebbero favorito il contagio tra ospiti e operatori. Venerdì è stata sentita un’infermiera che lavora all’Istituto Frisia di Merate (Lecco), struttura che fa capo al Trivulzio – e dove da questa mattina è in corso un’ispezione dei carabinieri dei Nas per acquisire documentazione -, e che ha ripetuto ciò che aveva già denunciato: mancavano i “presidi sanitari” di sicurezza, i pazienti e gli anziani con sintomi “non venivano isolati” in modo corretto e i parenti continuavano ad entrare anche dopo lo scoppio dell’epidemia. Gli investigatori della Gdf in videoconferenza hanno iniziato a raccogliere testimonianze su presunti errori di gestione da parte dei responsabili del Pat.Cronaca

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