“Trovate un’altro partito come noi”. Italia Viva a picco e la Boschi danza sul Titanic: ma crede a quel che dice?

Libero Quotidiano News

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23 settembre 2020

Le regionali hanno segnato una vera e propria disfatta per Italia Viva di Matteo Renzi, che ha preso percentuali molto basse in tutte le regioni al voto tranne in Campania. Non è d’accordo il capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, che invece pensa si tratti di un ottimo risultato, proprio come ha parlato di ottimo risultato l’ex premier. “Noi siamo entusiasti. In Campania siamo al 7,5%,  il nostro candidato Marras ottiene il 25% in Sardegna alle suppletive per il Senato; sfioriamo la doppia cifra in Valle d’Aosta, entriamo in consiglio e giunta in Campania e Toscana. Siamo andati bene alle amministrative. Ciro Buonajuto, il nostro sindaco di Ercolano, è stato rieletto con oltre l’80% – ha spiegato la Boschi in un’intervista alla Stampa – Mi trovi un altro partito neonato che fa un debutto del genere e ne riparliamo. Con un simbolo ancora sconosciuto siamo già decisivi, bene così”.
 
 

 
Nonostante le percentuali misere ottenute in questa tornata elettorale, la deputata non dice no ad una legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, che penalizzerebbe Italia Viva. La Boschi, però, detta delle condizioni: “Se deve essere un modello tedesco, ci devono essere i correttivi del proporzionale alla tedesca: monocameralismo e sfiducia costruttiva (quindi la possibilità di sfiduciare un governo solo se c’è un’altra maggioranza pronta a votarne un altro)”. Sulla delusione in Toscana, dove i renziani speravano di raggiungere il 10% dei voti e invece hanno sfiorato a stento il 4,5%, la capogruppo ha affermato che non è un problema: “Il 10% era un obiettivo irrealizzabile, perché non si sono presentati i soli partiti, ma anche le liste civiche e la lista del presidente”.
La Boschi ha poi ribadito che Italia viva non chiederà rimpasti al governo, ma solo concentrazione sui progetti per il Recovery Fund e l’attivazione del Mes, come richiesto anche dal Pd. Sull’esito del referendum, infine, secondo lei la riforma proposta dai 5 Stelle è solo uno spot, in grado però di porre le basi per il superamento del bicameralismo, una rivoluzione che i renziani aspettano dal 2016. 

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