Tumore del seno: aumentano i casi in tutto il mondo

La Republica News

I casi di tumore al seno tra le donne sono in aumento in tutto il mondo. A rivelarlo uno studio canadese pubblicato su The Lancet Global Health che ha indagato l’andamento della malattia nel periodo 1998-2012, prendendo in considerazione 41 paesi. Si tratta del primo studio che analizza le tendenze globali del tumore utilizzando come criterio l’età delle donne al momento della diagnosi, per poter distinguere i tumori che si sviluppano in pre-menopausa da quelli in post-menopausa. I dati mostrano che nei paesi ad alto reddito, inclusa l’Italia, si registra un aumento significativo dei primi, mentre nei paesi a basso reddito stanno aumentando sempre più i casi di malattia diagnosticata in post-menopausa. L’analisi mette anche in luce le disuguaglianze a livello mondiale e la necessità di sviluppare migliori strategie di prevenzione, in particolare nei paesi in via di sviluppo. 
Lo studio
Innanzitutto, i ricercatori, basandosi sul rapporto Globocan dell’Organizzazione mondiale della sanità, hanno misurato l’incidenza della malattia e i tassi di mortalità del 2018. Complessivamente, in quell’anno sono stati diagnosticati ufficialmente circa 2 milioni di casi di tumore del seno nelle donne di tutto il mondo: precisamente ogni 100 mila donne si sono registrati circa 20 casi di tumore del seno in pre-menopausa e 152 casi di tumore in post-menopausa (in Italia l’incidenza è di circa 163 diagnosi ogni 100.000 donne, considerando 50.500 diagnosi nel 2019 per circa 31 milioni di donne residenti).I decessi sono stati 630 mila: ogni 100 mila donne si sono contati 4 decessi per i tumori in pre-menopausa e circa 49 per quelli in post-menopausa. I ricercatori hanno poi analizzato l’andamento della malattia nel periodo 1998-2012 usando sempre come criterio l’età delle donne: tutti i tumori diagnosticati dai 50 anni in su sono stati considerati tumori in post-menopausa. Utilizzando il database Cancer in Five Continents plus, gli scienziati hanno preso in considerazione 44 comunità (paese o gruppo etnico) di 41 paesi: 22 dell’Europa, cinque del Nord America, dieci dell’Asia, una dell’Africa, quattro del Sud America e due dell’Oceania.
 
L’aumento dei casi di tumore
Risultato? Per quanto riguarda il numero di casi di tumori diagnosticati, i paesi con un alto indice di sviluppo umano (HDI – valore utilizzato per misurare il benessere di un paese) hanno mostrato i più alti tassi di incidenza sia per il tumore in pre-menopausa (30,6 ogni 100 mila donne) sia per quello in post-menopausa (253,6). Circa il doppio di quelli registrati nei paesi a basso e medio reddito (rispettivamente 18 e 91,5 e 14 e 97,6). L’aumento dei casi di tumori in pre-menopausa – osservato in 20 comunità su 44 nei paesi ad alto reddito – è un dato particolarmente preoccupante, come sottolineano i ricercatori: i tassi più alti sono quelli dell’Europa occidentale (38,4 ogni 100 mila), dell’Australia e della Nuova Zelanda (36,7 ogni 100 mila): valori maggiori del 50% rispetto a quelli registrati in paesi come l’Asia centro-meridionale (12 ogni 100 mila) e l’Africa orientale (15,2). Per quanto riguarda, invece, l’incidenza del tumore in post-menopausa, i più alti tassi si sono misurati in Australia e Nuova Zelanda (circa 324 ogni 100 mila), Europa occidentale (circa 310) ed Europa settentrionale (308). Ma i ricercatori hanno scoperto che in questo caso, l’incidenza aumentava di pari passo con l’indice di sviluppo umano: si è osservato, infatti, un aumento dei tumori diagnosticati in post-menopausa in particolare nei paesi in via di sviluppo (24 su 44 popolazioni). 
Le disuguaglianze dei tassi di mortalità
Per quanto riguarda, invece, i tassi di mortalità, i paesi con un basso HD hanno registrato i valori più alti. In particolare: tutte le regioni africane – ad eccezione dell’Africa meridionale – con il Camerun e la Somalia ai primi posti; la Melanesia, i Caraibi e alcuni paesi dell’Asia meridionale, come Afghanistan, Pakistan e Turkmenistan. I ricercatori hanno osservato che con l’aumentare dei livelli di indice di sviluppo umano, quindi di reddito, la percentuale dei tassi di mortalità diminuiva: nei paesi meno sviluppati, infatti, circa il 47% delle donne con tumore del seno diagnosticato in pre-menopausa muore, nei paesi con un alto indice di sviluppo umano, la percentuale è di circa l’11%. La situazione peggiore è quella osservata in Africa: tre regioni su cinque hanno, infatti, raggiunto valori superiori al 40%. Per quanto riguarda, invece, il tasso di mortalità per il tumore del seno diagnosticato in post-menopausa, nei paesi con un basso reddito la percentuale è del 56%, più del doppio rispetto al 21% registrata nei paesi sviluppati. In questo caso, la più alta percentuale di mortalità è quella dell’Asia meridionale (circa 62%), seguita dall’Africa centrale (circa 60%). 
Migliorare la prevenzione
Sebbene si pensi che il cancro del seno sia una malattia del mondo “sviluppato”, quasi il 50% dei casi e il 58% dei decessi si verificano in paesi meno sviluppati, come evidenziato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Si sa che il rischio di sviluppare il tumore aumenta con l’età e si conoscono diversi fattori che possono avere un ruolo importante, come l’obesità, l’alcol e la poca attività fisica. Al contrario, i fattori di rischio del tumore in giovane età, non sono così noti. Secondo Fidler-Benaoudia – PhD, epidemiologa e membro dell’Istituto O’Brien per la sanità pubblica presso la Cumming School of Medicine (CSM – Calgary, Canada) – per l’aumento dei casi di tumore in età giovanile, in particolare nei paesi a più alto reddito, probabilmente un ruolo importante è svolto dai programmi di screening; l’aumento dei casi di tumori in post-menopausa nei paesi in via di sviluppo potrebbe, invece, essere il risultato di un cambiamento degli stili di vita, sempre più vicini a quelli del mondo occidentale. I risultati dello studio mettono in luce la necessità di migliorare le strategie di prevenzione a livello mondiale per ridurre il più possibile l’esposizione a fattori di rischio noti. In ogni caso, la diagnosi precoce e l’accesso alle terapie rimangono gli elementi fondamentali per ridurre la mortalità anche nei paesi a basse e medio reddito.


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