Turchia, Svizzera e Galles: le avversarie dell’Italia nella prima fase

Pubblicità
Pubblicità

Spazio e tempo saranno gli alleati in più dell’Italia, l’unica delle quattro squadre del girone A che non dovrà fare la spola nella prima fase degli Europei tra Roma e Baku: distanti tra di loro 3151 chilometri in linea d’aria e con il lungo volo (oltre cinque ore) che sarà appesantito anche dall’insidia del jet lag: per il “+2” di fuso orario nella capitale dell’Azerbaigian, che sarà il punto cardinale più a Est della manifestazione continentale, per la prima volta in versione itinerante. Turchia, Svizzera e Galles saranno dunque costrette rispetto agli azzurri a fare i conti anche con una “logistica” molto più complicata: sia per l’organizzazione dei viaggi, sia per la non semplice marcia di avvicinamento alle partite, che in caso di errori rischia di riservare delle brutte sorprese.

Eurostory: dal 1960 a oggi, il racconto di 15 edizioni degli Europei di calcio

Ne sanno qualcosa Chelsea e Arsenal, che due anni fa si contesero l’Europa League nella cornice un po’ barocca dell’Olympic Stadium di Baku. Sarri e il suo staff imposero ai “Blues” di non curarsi del fuso orario e all’atterraggio lasciarono le lancette puntate sull’ora esatta di Londra: svegliandosi durante il loro soggiorno in Azerbaigian alle 10 (local time), facendo colazione a mezzogiorno, pranzando nel pomeriggio e ritrovandosi a tavola per la cena soltanto a notte fonda. I “Gunners” invece scelsero la strada opposta – spostando rigorosamente avanti gli orologi di 120 minuti – e guarda caso fu quella l’unica finale di UEL persa nella sua carriera di “Re di Coppe” da Unai Emery, che vide andare al tappeto i suoi giocatori nel corso della ripresa, stralunati anche per lo stress da jet lag.

Da Ibra a Ramos, le stelle che all’Europeo stanno a guardare

L’incognita spazio temporale peserà in maniera marginale solo sulla Turchia, che dopo il debutto contro l’Italia a Roma si potrà trasferire in Azerbaigian in pianta stabile per le ultime due partite del gruppo A: riavvicinandosi oltretutto a casa. L’alternanza tra le due sedi sarà invece più complicata da gestire per il Galles e soprattutto la Svizzera, che il 12 giugno cominceranno il loro Europeo allo stadio Olimpico di Baku: 69870 posti di capienza, ridotta tuttavia del cinquanta per cento a causa della emergenza Covid. Ma il pienone sarebbe stato lo stesso assai improbabile, a quelle latitudini. Nel 2019 furono infatti scritturati un bel po’ di figurati – muniti di bandiere, trombette e tamburi – per riempire a malapena le disadorne tribune, in occasione della finale di Europa League. Il viaggio è infatti lungo, costoso e faticoso: meno però per i tifosi che arriveranno dalla più vicina Istanbul. Si può dunque immaginare che la squadra di Senol Gunes giocherà – nella sostanza – quasi in casa.

Il Totti inglese, l’uomo-derby basco: i giocatori da scoprire all’Europeo

I valori tecnici sembrano invece sulla carta un po’ più in equilibrio. La Turchia si è qualificata nel suo girone da seconda alle spalle della Francia, battendola però nello scontro diretto in casa e uscendo imbattuta anche da Parigi. Molto dipenderà dalla vena del bomber della squadra, Burak Ylmaz, 35 anni, reduce dal clamoroso e sorprendente trionfo nella Ligue 1 francese con il Lille. Tre i giocatori che provengono dalla Serie A: Calhanoglu (in scadenza di contratto al Milan), Demiral e Muldur, più l’ex attaccante della Roma, Cengiz Under. Nella Svizzera di Vlado Petkovic, altra vecchia conoscenza romana per i suoi trascorsi sulla panchina della Lazio, riflettori puntati sul centravanti Seferovic: 16 gol stagionali con il Benfica. Ma l’uomo guida degli elvetici sarà Granit Xhaka, il centrocampista dell’Arsenal che piace a Mourinho. Costruzione dal basso assicurata, grazie ai piedi educatissimi del portiere Sommer. Un gradino più in basso il Galles, infine, che però fu semifinalista nell’ultima edizione degli Europei e sogna di ripetersi. Tutti intorno a Gareth Bale, il faro del 4-3-3 che il ct Robert Page ha ereditato in extremis da Ryan Giggs: sollevato a fine aprile dall’incarico dopo una denuncia per violenza domestica. Tra i “Dragoni” osservato speciale Aaron Ramsey, reduce da un’annata molto deludente con la Juventus. In Italia tornerà per sfidare gli azzurri all’Olimpico, il 20 giugno: probabilmente per l’ultima volta.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source