Tutte le dosi nei 203 ospedali al via la vaccinazione di massa

Tutte le dosi nei 203 ospedali, al via la vaccinazione di massa

La Republica News
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Roma. Chi le ha ricevute di buon mattino ha deciso di non perdere tempo. E ha aperto subito gli scatoloni con le dosi della prima vera fornitura di vaccino anticovid. A Piombino è toccato subito ad una nonnina di 102 anni, poi via via agli altri ospiti delle Rsa. Dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, la grande campagna di vaccinazione è partita subito in tutti i punti già organizzati per la somministrazione. E così a sera il numero dei vaccinati in Italia è arrivato a quota 11.544: 1.794 in più della dotazione del V-day tutta utilizzata nel giro di quattro giorni. Da oggi sul sito del commissario per l’emergenza Covid sarà pubblicato il report in tempo reale dei vaccinati.

«In Italia ci saranno dosi di vaccino sufficienti per tutti. Stiamo facendo una grande sforzo della macchina organizzativa», assicura il premier Conte. «Saremo in grado di vaccinare circa la metà degli italiani, ovvero circa 20 milioni ( esclusi gli under 16), nei primi 6 mesi del 2021», garantisce Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza.

La fase 1 è cominciata ieri mattina con nove aerei gialli della Dhl provenienti dal Belgio che, dopo le 24 ore di ritardo causa maltempo, hanno finalmente portato a destinazione le 469.950 dosi della prima fornitura settimanale della Pfizer destinata all’Italia. A Malpensa, Orio al Serio, Venezia, Pisa, Bologna, Ciampino, Ancona, Napoli, Bari, gli scatoloni contenenti i “pizza box” della Pfizer capaci di mantenere congelate le fiale a -80 gradi sono stati presi in consegna da polizia, carabinieri, militari dell’esercito che hanno prima supervisionato le operazioni di stoccaggio e controllo dei codici e poi scortato i furgoni verso gli hub delle varie regioni in cui le dosi vengono poi ulteriormente distribuiti agli oltre 200 siti di vaccinazione al momento individuati negli ospedali: 360.000 dosi sono arrivate alla loro destinazione finale giò ieri, le altre 110.000 verranno consegnate oggi in modo da consentire ovunque, entro sabato, l’avvio della vaccinazione alle persone già individuate e prenotate, medici, operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa, una platea di due milioni di persone che dovrebbero essere immunizzate entro febbraio.

E le adesioni in questi primi giorni sono massicce e fanno ben sperare. «In questa battaglia dove ogni minuto guadagnato può significare una vita salvata in più siamo riusciti ad anticipare il via alle vaccinazioni. Nell’arco di 48 ore abbiamo contato ben 10.872 prenotazioni. L’elevata mole di adesioni – dice il governatore del Friuli Venezia Giulia Fedriga – rappresenta un segnale incoraggiante che testimonia la fiducia riposta dalla popolazione nella capacità del vaccino di contribuire a debellare la pandemia. e delle nostre strutture di incontrare le richieste». Partenza sprint anche in Toscana che punta subito ad immunizzare personale e anziani delle Rsa ma anche i disabili e gli ospiti delle comunità protette, e in Veneto dove grazie alla possibilità di usare la sesta dose dalle fiale già arrivate si prevede di concludere la prima fase delle vaccinazioni con una settimana di anticipo.Dopo i timori dei giorni scorsi per le resistenze all’interno delle Rsa è andata meglio delle aspettative anche nel Lazio dove sono state già iniettate 1.076 dosi e l’adesione – ha detto l’assessore alla Salute D’Amato – è del 70 per cento.

Ma non sono tutte rose e fiori. Ci sono regioni che partono al ralenty dove, in attesa del reclutamento di circa 15.000 nuove unità, c’è da fare i conti con le croniche carenze di personale e strutture. La Sicilia, ad esempio, che oggi riceverà ben 55.000 dosi ha solo 345 vaccinatori tra medici e infermieri specializzati, ne servirebbero almeno 1300. Se non arriveranno in tempi brevi la campagna, pur in presenza delle dosi, potrebbe rallentare. Ed è già polemica sulle priorità: «A Palermo si sono vaccinati primari di Radiologia e di reparti non in prima linea nell’emergenza, sotto gli occhi di giornalisti e telecamere», commenta Riccardo Spampinato, medico al covid hospital di Acireale e segretario regionale del sindacato Cimo. In compenso a Catania, l’Università ha scelto simbolicamente sei studenti cui iniettare il vaccino.
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