Ucraina, agli Oscar niente intervento di Zelensky ma un minuto di silenzio

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Un minuto per l’Ucraina. È quersto lo spazio dedicato all’Academy alla guerra. Sullo schermo del Dolby Theatre di Los Angeles, durante la 94ma edizione della cerimonia, è apparso un cartello: “Anche se il film è una strada importante per esprimere  la nostra umanità in tempi di conflitto, la realtà è che milioni di famiglie in Ucraina hanno bisogno di cibo, cure mediche, acqua e servizi di emergenza. le risorse sono scarse e noi come comunità globale possiamo fare di più. Vi chiediamo di sostenere l’Ucraina in ogni forma. #Standwithukraine”.

Poco prima, l’attrice ucraina Mila Kunis aveva presentato la canzone Somehow you do, dal film Four good days, interpretata dalla cantante country Reba McEntire, alludendo all’Ucraina, ma senza nominarla. “Nelle ultime settimane, il mondo è rimasto scioccato da un’invasione non provocata e da un atto di aggressione”, ha detto. E poi le sue parole sono state seguite da un appello dell’Academy Awards a sostenere l’Ucraina con un minuto di silenzio.

Un velato riferimento all’Ucraina c’è stato anche nele parole di Jenny Beavan vincitrice della statuetta per i costumi di Cruella che – ha detto – “porta gioia e divertimento in un momento così terribile per il mondo”, chiaro riferimento alla guerra in Ucraina.

E “viva l’Ucraina” è stato scandito anche dal regista Francis Ford Coppola, sul palco con Robert De Niro e Al Pacino per i 50 anni del film Il padrino

Le star di Hollywood hanno mostrato il proprio sostegno all’Ucraina anche sul red carpet, sfoggiando i colori giallo e blue della bandiera del Paese. C’è stato chi come Jason Momoa, indossava una pochette, c’è chi ha optato per un anello, altri per le spille.

È quindi rimasto deluso chi, come Sean Penn, aveva invitato Hollywood a boicottare gli Oscar se al presidente ucraino Zelensky fosse stata negata la possibilità di parlare nel corso della cerimonia. In questa eventualità, aveva detto Penn, tra i maggiori divi di Hollywood e sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti civili, “incoraggerei tutti coloro che sono coinvolti – anche se potrebbe essere il loro momento, e lo capisco, per celebrare i loro film – a protestare e boicottare gli Academy Awards”.

L’attore, 61 anni, ha vinto due Oscar, entrambi come miglior attore protagonista, nel 2004 per Mystic River e nel 2009 per Milk e aveva promesso che avrebbe fuso i suoi premi in pubblico se a Zelensky non fosse stata data la possibilità di parlare nel corso dell’evento.

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