Ucraina, manifestazioni in tutta Italia per dire no alla guerra. L’appello disperato: “Aiutateci”

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Da Nord a Sud, l’Italia si mobilita per dire no alla guerra in Ucraina. Da venerdì sono state organizzate manifestazioni nelle principali città dello Stivale: Firenze, Siracusa, Bologna, Modena, Bolzano, Reggio Emilia, Padova, Verona, Milano, Roma.

Per oggi, sabato 26 febbraio Milano antifascista antirazzista meticcia e solidale ha indetto dalle 15 un corteo da largo Cairoli per affermare che “l’Italia ripudia la guerra”.  Dopo il grande presidio di giovedì sera davanti a Palazzo Marino oggi a manifestare sono i giovani, i collettivi e i centri sociali, appoggiati dall’Arci, dai sindacati di base, dai Sentinelli, dai Fridays for Future, oltre che da numerosi circoli Anpi e da Rifondazione comunista e Sinistra italiana. Un corteo molto partecipato, che da Cairoli percorre le vie del centro, sfilando fino al tardo pomeriggio. Sui social corrono le adesioni alla pagina dell’evento “Milano contro la guerra” creato dal coordinamento Milano antirazzista meticcia e solidale.

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TORINO

Torino è tornata in piazza stamani per dire no all’invasione dell’Ucraina, e alla guerra. Tante le persone presenti alla manifestazione, promossa dal Coordinamento A.G.i.Te. contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi, a cui partecipa un centinaio di sigle, tra cui i sindacati e i rappresentanti di tutte le professioni religiose. “La guerra non risolve nessun problema, semplicemente distrugge”, sostiene Zaira Zafarana di A.G.i.Te. “I lavoratori sono da sempre contrari alla guerra – aggiunge Enrica Valfrè, segretario generale della Cgil Torino – Siamo qui perché la guerra non è in grado di risolvere le questioni tra i Paesi, serve la diplomazia, e per esprimere solidarietà agli ucraini ma anche ai russi che manifestano in tutta la Russia, certo non con la libertà di espressione che abbiamo. Questa vicenda mette in luce la debolezza dell’Europa, che al più presto deve trovare una politica estera condivisa e concreta”. “Non subiremo la fatalità della guerra come soluzione delle controversie, o peggio, come ‘igiene del mondo’ per pulirlo dai suoi errori. Essere in piazza è fondamentale, per nulla banale”, si legge su un volantino distribuito da Se non ora quando, tra le tante associazioni presenti in piazza.

TRIESTE E UDINE

Manifestazione-presidio questa mattina in Largo Barriera Vecchia a Trieste da parte di alcune centinaia di persone per chiedere la pace in Ucraina. Numerose le sigle e i movimenti pacifisti che vi hanno aderito – tra cui il Comitato per la pace Danilo Dolci, Adesso Trieste, il Pd, Rc, Salaam-Ragazzi dell’Olivo e sindacati – tutte con il medesimo scopo, pur con punti di vista diversi, tanto che vi sono state pure contenute contestazioni di fronte ad alcuni interventi al microfono in chiave politica. I partecipanti con bandiere e nastrini gialli e blu ai polsi, in mano cartelloni e striscioni hanno dato vita a cori inneggianti alla pace: ‘Stop Putin’ e ‘No alla guerra’. In Friuli Venezia Giulia oggi manifestazioni anche a Gorizia al Parco della Rimembranza organizzata da “Ucraina-Friuli” e a Udine dove oltre 500 persone si sono radunate davanti al palazzo della Prefettura in un appuntamento organizzato da Anpi provinciale, Arcigay Friuli e circoli Arci per dire No all’intervento della Russia in Ucraina.

ROMA 

In migliaia sono scesi in piazza a Roma, in Santi Apostoli perd manifestare contro la guerra, al grido di “Pace!” e “Stop war!”. Le bandiere della pace e quelle dell’Ucraina con su scritto ‘Salvateci’ hanno colorato la piazza: molti anche i bambini e le donne con ghirlande di fiori di tutti i colori al collo. Presenti i ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro Andrea Orlando, ma anche i segretari di Cgil Maurizio Landini, di Cisl Luigi Sbarra e Ivana Veronese per la Uil.

FIRENZE

Centinaia di persone, con un’affluenza superiore alle previsioni, hanno partecipato al presidio per la pace sul ponte Santa Trinità a Firenze, in pieno centro storico della città, promosso dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. Tra i manifestanti anche cittadini ucraini, rappresentanti di partiti (hanno aderito Sinistra Progetto Comune, Prc, Si, Potere al popolo) e rappresentanti di organizzazioni quali Emergency, fiorentini giovani e anziani, famiglie con bambini. La manifestazione si sta svolgendo senza alcun problema. Bandiere della pace sventolano anche dalle finestre del liceo che si affaccia sul ponte Santa Trinita. ‘Firenze città aperta ripudia la guerra’, ‘Putin è una minaccia per il mondo’, si legge sul altri striscioni e cartelli.

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NAPOLI

“No alla guerra”. Sotto una poggia battente Napoli ancora un volta chiede a Putin di fermare le bombe. Sindacati e associazioni questa mattina in Largo Berlinguer hanno esposto striscioni e gridato slogan pacifisti. “Queste azioni gravi che stanno umiliando e costringendo il popolo ucraino a fuggire dal proprio Paese sono da condannare. Le motivazioni economiche e politiche non possono essere giustificate con azioni di guerra”, spiega il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci. “La pace è fondamentale e necessaria in Europa come nel mondo. Non è pensabile che Putin aggredisca un popolo sovrano e l’Italia come l’Europa devono essere compatte con risposte chiare e precise”, spiega il segretario generale della Cisl di Napoli, Gianpiero Tipaldi. “E’ molto importante che da Napoli, città medaglia d’oro della Resistenza – dice il segretario generale della Uil Campania e Napoli, Giovanni Sgambati – ci sia questa grande coesione intorno al mondo del lavoro. Difendere il diritto internazionale e l’Ucraina libera è il nostro messaggio da Napoli”.

REGGIO CALABRIA

Riecheggia forte anche dalla Calabria il No alla guerra in Ucraina. In piazza a Reggio, circa 500 persone, in rappresentanza delle sigle sindacali unitarie, Cgil, Cisl e Uil, del sindacato Sul, di Auser e Libera, assieme a rappresentanti di partiti, movimenti e associazioni, si sono ritrovate per manifestare contro un conflitto definito “spietato, inaccettabile sotto qualsiasi profilo geopolitico, e motivato solo dalla volontà della Russia di allargare il suo campo di influenza verso Ovest, verso l’Europa, che con la Nato rappresenterebbe una minaccia alla sua sicurezza interna”. In piazza Italia, nel centro della città, c’era una numerosa comunità ucraina. Molte le bandiere blu e gialle che, in maggioranza donne, impegnate in città nell’assistenza agli anziani come badanti, sventolato durante la manifestazione. Sui loro visi la preoccupazione per i figli, i familiari, gli amici, che hanno lasciato in patria, ora in balia di incursioni aeree e da terra dell’esercito russo. Dicono di apprezzare le manifestazioni e la vicinanza degli italiani, ma chiedono un aiuto concreto, e soprattutto che il loro paese non sia abbandonato al suo destino.

TERNI E PERUGIA

L‘Umbria si mobilita sotto lo slogan “L’umanità al potere”. Due manifestazioni sono state organizzate per lunedì sia a Perugia che a Terni dai sindacati Cgil, Cisl e Uil insieme a numerose associazioni. Le manifestazioni, spiegano i promotori, saranno l’occasione di chiedere di “far tacere subito le armi e avviare un vero processo di pace è la richiesta che si leverà dalle piazze umbre”. “Mai come oggi – hanno detto gli organizzatori – è evidente che la pace e il ripudio di tutte le guerre debbano essere la priorità dell’agenda politica italiana, europea e mondiale. Siamo di fronte ad un attacco che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli e fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale. Ancora una volta si sceglie la follia della guerra, i cui impatti più devastanti ricadranno sui civili e le popolazioni inermi, per colpa di sete di potere, di rivendicazioni nazionaliste, di interessi particolari soprattutto legati al profitto armato. Dall’Umbria, terra di pace e solidarietà, vogliamo far arrivare il nostro grido di umanità perché si prenda subito una vera strada di pace”. A Perugia l’appuntamento è fissato per lunedì alle 17.30, mentre a Terni la fiaccolata inizierà alle ore 21.

POTENZA E MATERA

Nei centri storici di Potenza e Matera, in centinaia, si sono ritrovati per dire “no” alla guerra in Ucraina. Nel capoluogo lucano, in piazza Mario Pagano, anche i segretari regionali di Cgil e Uil, Angelo Summa e Vincenzo Tortorelli (mentre quello della Cisl, Vincenzo Cavallo è a Matera), insieme al presidente della Provincia, Rocco Guarino, alla presidente della Commissione regionale pari opportunità, Margherita Perretti, e a diversi sindaci con la fascia tricolore. E nel centro storico di Potenza si sono ritrovati anche gli Studenti medi, e le delegazioni di altre associazioni, tra le quali anche l’Arcigay e gli scout. Vi è stata anche la commossa testimonianza di una studentessa di Tramutola (Potenza), la cui madre ha origini russo-ucraine e che ha descritto la condizione dei suoi parenti che vivono in Ucraina A Matera l’appuntamento è stato fissato in piazza Vittorio Veneto, dove vi sono stati gli interventi di rappresentanti sindacali, degli studenti e dell’arcivescovo della Città dei Sassi, monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, che ha citato un messaggio per la pace di Papa Francesco.

TARANTO

“No war” (no alla guerra). Il grido si è alzato forte sotto la Prefettura di Taranto, dove si sono radunate alcune centinaia di persone, sventolando bandiere della pace e dell’Europa, in adesione al presidio organizzato dal Comitato per la Pace di Taranto “per ribadire che la Pace è la sola via da percorrere per superare la crisi in Ucraina e risolvere il conflitto”. Una quarantina di associazioni, movimenti, partiti politici e organizzazioni sindacali e anche una folta rappresentanza di studenti.

BARI

“Ai militari russi chiediamo: lasciate le armi, tornate dalle vostre famiglie, vivete e date un futuro ai vostri figli”. Dal palco di piazza Libertà a Bari, Andrii Aleksandruk, rappresentante della comunità ucraina nel capoluogo pugliese, lancia un appello “ai fratelli russi perché si ribellino alla guerra”. Si rivolge anche “alle mamme russe: parlate con i figli figli al fronte, ditegli di tornare a casa, di abbandonare i fucili. Fermate la guerra”. Sul palco della manifestazione sono intervenuti anche alcuni sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali. “Siamo tutti ucraini” ha detto il vicesindaco di Bari Eugenio Di Sciascio. “Ho visto piangere un gruppo di donne ucraine – ha commentato il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini – tanti giovani. Solo una grande sollevazione popolare mondiale può fermare la follia della guerra in Europa”.

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