Ucraina-Russia, cos’è successo oggi: controffensiva ucraina, Mariupol ancora in trappola. La Nato si rafforza a Est, “fino a 15mila perdite russe”

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La guerra sul campo: controffensiva ucraina. A Mariupol requisiti dai russi 11 bus per gli sfollati

Le forze ucraine continuano il loro tentativo di controffensiva nelle aree intorno a Kiev, mentre la capitale non smette di registrare bombardamenti: nelle aree di Sviatoshynskyi e Shevchenkivskyi, una persona è stata travolta dall’esplosione nel parcheggio di un centro commerciale. Secondo il sindaco della capitale Vitali Klitschko, finora i bombardamenti russi hanno ucciso 264 civili nella capitale, compresi quattro bambini. Makariv è di fatto riconquistata, anche Kherson nel sud – secondo il Pentagono – è oggetto di un tentativo di recupero da parte delle forze di Kiev. Lo stesso Klitschko annuncia, citato dalla Bbc, che a Irpin, alla periferia nordoccidentale della capitale, è tornata in buona parte in mani ucraine. L’esercito ucraino ha “distrutto il piano per circondare Kiev”, ha aggiunto Klitshcko. Da Irpin, però, arriva anche la denuncia del sindaco Oleksandr Markushin: la Russia ha utilizzato questa notte bombe al fosforo. 


Un mese di guerra in Ucraina

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Con le firme di Romagnoli, De Gregorio, Garimberti, Riotta e degli inviati Visetti, Tonacci, Brera, Zunino, Castelletti. E con due articoli di Mikhail Shishkin e Bernard-Henri Lévy


Le forze russe bombardano Chernihiv nella parte Nord del Paese e distruggono un ponte tagliando così le vie per l’evacuazione e l’arrivo di aiuti umanitari. Secondo le autorità locali, mancano ormai acqua corrente e gas per la popolazione. A Mariupol, la situazione è sempre più critica: le foto satellitari mostrano la città devastata, ci sarebbero 100mila persone in trappola ha detto il presidente ucraino Volodymy Zelensky. Quel che accade lì è “inumano” per Zelensky, un “inferno vivente” per il segretario Onu, Antònio Guterres. Un convoglio di undici bus che si stava dirigendo verso la città del Mar d’Azov è stato bloccato e requisito dalle forze russe e per il governo ucraino sia i conducenti che i soccoritori sono stati trasferiti in una località sconosciuta. 

Le immagini della Maxar mostrano gli allagamenti a Nord di Kiev. Sarebbe un tentativo di far impantanare le truppe di Mosca

Le immagini della Maxar mostrano gli allagamenti a Nord di Kiev. Sarebbe un tentativo di far impantanare le truppe di Mosca

Le immagini della Maxar mostrano gli allagamenti a Nord di Kiev. Sarebbe un tentativo di far impantanare le truppe di Mosca (afp)

Fonti Nato riportate dalle agenzie internazionali e dal Wsj parlano per la prima volta di stime tra 7 e 15mila morti tra le fila russe, cifre che salgono fino a 40mila se si includono anche i feriti e i dispersi. Per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, secondo la Difesa americana la potenza di combattimento della Russia è scesa sotto al 90%. A Kherson, dove risulta rapito il direttore generale del Teatro e presidente del festival teatrale internazionale Melpomene di Tavria, Oleksandr Knyha (lo ha reso noto con un video su Facebook, Yevhen Ryshchuk, sindaco di Oleshky, cittadina che si trova nei pressi di Kherson), i russi avrebbero ritirato la maggior parte dei loro elicotteri dall’aeroporto considerato strategico.

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Al 28esimo giorno di invasione si aggiornano anche i numeri delle vittime civili in Ucraina: 121 bambini sono stati uccisi e altri 167 sono rimasti feriti, ha riferito l’ufficio del procuratore generale ucraino sulla sua pagina Facebook. I bombardamenti hanno colpito 548 strutture educative, 72 delle quali sono state completamente distrutte: “Le scuole bombardate sono più di 220 scuole, 155 gli asili nido. La situazione peggiore è nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Kyiv, Kherson, Chernihiv e a Kiev. Colpiti dalle bombe russe anche scuole di medicina, arti, impianti sportivi, biblioteche”. 

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La Nato e il viaggio di Biden

Prima di partire per il viaggio europeo che prevede i vertici Nato e Ue, il presidente Usa, Joe Biden, ha detto che l’uso di armi chimiche da parte della Russia è una minaccia reale. Anche il numero uno dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, è tornato sul tema annunciando che la Nato darà ulteriore sostegno all’Ucraina per quanto riguarda “la difesa da attacchi cyber ed equipaggiamento contro armi chimiche, biologiche e nucleari. L’uso di armi chimiche da parte della Russia cambierebbe la natura del conflitto e avrebbe enormi conseguenze”, ha aggiunto. Kiev chiede all’Occidente di inviare all’Ucraina “armi offensive” come “mezzo di deterrenza” contro Mosca, l’Alleanza atlantica schiererà quattro battaglioni addizionali in Ungheria, Romania, Bulgaria e Slovacchia. Si preparano, poi, nuove sanzioni: il coinvolgimento di petrolio e gas sarà al centro della girandola di incontri diplomatici domani a Bruxelles dove sono previsti i vertici della Nato, del G7 e dell’Unione europea.

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Intanto arrivano anche contromosse da Mosca. Putin, che ha visto la più grave defezione tra i suoi vertici con il passo indietro del padre delle privatizzazioni Chubais, ha imposto di accettare solo pagamenti in rubli, e non in dollari ed euro, per il suo gas consegnato in Europa. Biden insiste affinchè anche gli alleati europei vadano avanti con le sanzioni anche in questo settore vitale per la Russia, intanto – ha detto il suo consigliere per la sicurezza Jake Sullivan – “annuncerà nuove sanzioni su figure politiche, oligarchi e entità russe”. Al Cremlino, il fronte della dissidenza potrebbe crescere. Secondo la Bloomberg, che cita quattro fonti anonime, il numero uno della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, avrebbe voluto dimettersi dopo l’attacco ma il presidente le ha chiesto di rimanere. 

Dal Wsj, intanto, emerge che gli Stati Uniti non hanno imposto sanzioni su Roman Abramovich su richiesta espressa di Zelensky: il presidente ucraino ha chiesto infatti a Joe Biden di attendere per le sanzioni in quanto l’oligarca potrebbe giocare un ruolo nel facilitare i negoziati di pace con la Russia. 

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Domani a Bruxelles si parlerà anche del ruolo della Cina, che – secondo la Nato – ha dato sostegno politico alla Russia e l’appoggia nella diffusione della disinformazione. Agli alleati verrà detto quindi che Pechino potrebbe dare aiuto materiale per l’invasione e la Nato ‘chiederà alla Cina di assumersi le sue responsabilità’ e di chiedere ‘lo stop immediato della guerra’.

Johnson promette nuove armi a Zelensky. Espulsi diplomatici

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha sentito di nuovo Zelensky e ha manifestato la sua “intenzione”, negli incontri del G7 e della Nato di domani, di aumentare “sostanzialmente” gli aiuti letali difensivi all’Ucraina, ha spiegato Downing Street. Il presidente ucraino ha indirizzato un discorso all’assemblea francese: “Dopo settimane d’invasione Mariupol e altre città colpite dagli occupanti ricordano le rovine di Verdun, come le avete viste nelle foto della prima guerra mondiale. L’esercito russo distrugge tutto: quartieri residenziali, scuole, ospedale, università, depositi di cibo e medicine”, ha detto chiedendo “più armi e più sanzioni”. Al Giappone, ha detto: “Per fermare lo tsunami dell’invasione russa, dovete bandire il commercio e ritirare le vostre società dalla Russia”. Zelensky dovrebbe collegarsi anche al vertice Nato e a quello Ue. 

Tra le diplomazie volano le espulsioni: le autorità bielorusse hanno deciso di espellere diversi diplomatici ucraini e di chiudere il consolato generale a Brest. “L’ambasciata ucraina continuerà a lavorare in Bielorussia nel formato 1+4, cioè l’ambasciatore e quattro membri dello staff”, ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri di Minsk, Anatoly Glaz.  La Polonia ha ufficialmente espulso 45 diplomatici russi, come richiesto dalla sua intelligence: lo ha annunciato in un tweet il ministro dell’Interno polacco, Mariusz Kaminski. “Con coerenza e determinazione, smantelliamo una rete dei servizi speciali russi nel nostro Paese”, ha precisato Kaminski. Mosca ha quindi annunciato l’espulsione di diplomatici americani in risposta alla misura analoga adottata da Washington alla fine di febbraio nei confronti di 12 diplomatici russi presso l’Onu. 

Ginnasta 11enne uccisa da raid russo a Mariupol. Giornalista russa uccisa dalle bombe di Mosca su Kiev

Una bambina sorridente con una medaglia d’oro al collo. Morta nella sua casa di Mariupol, colpita durante un raid. Katya Dyachenk aveva appena 11 anni. era una ginnasta. Sognava di diventare un’atleta di fama mondiale. Il suo sogno si è infranto contro i missili russi che hanno colpito e raso al suolo la sua abitazione. È morto anche il padre, mentre la madre e il fratello si sono miracolosamente salvati. A dare la notizia della morte di Katya è stata la sua allenatrice, Anastasia Meshchanenkova, con un post su Instagram e una foto che le ritrae insieme: una medaglia e una piccola coppa. La foto è stata scattata a dicembre scorso.

Una giornalista russa, Oksana Baulina, è morta dopo essere stata colpita dai bombardamenti di Mosca a Kiev mentre filmava la distruzione provocata dal lancio di razzi in un centro commerciale nel distretto di Podolsky. La notizia è stata data dal Guardian: la reporter che lavorava per un sito di notizie indipendente con sede in Russia, l’Insider, era in Ucraina come corrispondente. Con lei è morto un altro civile, mentre alte due persone che la accompagnavano sono rimaste ferite.

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