Ucraina-Russia, cos’è successo oggi: missile su Kiev, corridoio umanitario a Mariupol, summit Usa-Cina a Roma. Quasi 3 milioni di profughi

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I nuovi colloqui tra Russia e Ucraina sono stati “difficili” ma proseguiranno domani, sempre via video. A Roma si è svolto l’incontro tra i consiglieri per la sicurezza di Stati Uniti e Cina, mentre il presidente Joe Biden starebbe meditando un viaggio in Europa. Un corridoio umanitario ha brevemente permesso a 160 auto di lasciare Mariupol, la città ucraina assediata e bombardata. Il numero dei profughi ucraini fuggiti in Europa arriva a 2,8 milioni di persone. E intanto la guerra prosegue, un razzo ha colpito Kiev, la Nato ammonisce Mosca a non usare armi chimiche.

I negoziati diretti fra Russia e Ucraina

“Colloqui difficili”, riferisce la delegazione ucraina dopo mezza giornata di discussioni in teleconferenza con la delegazione russa. “Le parti restano sulle loro specifiche posizioni, comunque la trattativa va avanti”, afferma Michail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky. Il video negoziato è stato aggiornato a domani, “dopo un lavoro aggiuntivo dei sottogruppi”, riferisce un portavoce, parole che farebbero pensare a una trattativa su vari temi, non soltanto sul cessate il fuoco. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni su qualche possibile passo avanti, ma più che le parole in questo conflitto contano i fatti.

La trattativa fra Usa e Cina

Non meno importante appare il colloquio a Roma tra il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jack Sullivan e il più alto consigliere di affari esteri del governo cinese Yang Jechi, soprannominato “la tigre” per la sua grinta. Washington vuole che la Cina rifiuti richieste russe di armi per la guerra in Ucraina e che al contrario prema su Putin per arrivare a un accordo di compromesso con Kiev.

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Ma alla vigilia dell’incontro romano l’agenzia di stampa ufficiale cinese ha ripetuto la campagna di disinformazione russa secondo cui in Ucraina ci sarebbero laboratori biologici amministrati dagli Usa, un pretesto che Mosca potrebbe citare per usare armi chimiche contro Kiev. La Nato ammonisce la Russia che ci saranno “gravi conseguenze” se userà armi chimiche. Su un possibile viaggio di Biden in Europa non è chiaro se sarebbe per incontrare gli alleati o per altri scopi.

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Corridoio umanitario a Mariupol

L’Ucraina accusa le forze russe di continuare a impedire ai civili di lasciare la città di 400 mila abitanti assediata sul mar Nero in cui c’è il rischio di un disastro umanitario perché la popolazione non ha più acqua corrente né viveri e medicinali. Mosca risponde che è stato aperto un corridoio umanitario. Osservatori indipendenti dicono che oggi soltanto un corteo di circa 160 automobili ha potuto uscire da Mariupol.

Sempre più profughi verso l’Europa

Secondo dati dell’Onu sono 2 milioni e 800 mila in meno di tre settimane i profughi ucraini già arrivati nell’Unione Europea, in maggioranza donne e bambini. Altri 2 milioni di persone, afferma l’agenzia per i rifugiati del Palazzo di Vetro, sono sfollate dalle loro abitazioni per cercare riparo dalla guerra, pur restando per il momento in Ucraina.

La guerra continua

Un bombardamento russo ha colpito un centro di produzione di aeromobili Antonov e una zona residenziale a Kiev, ma la battaglia di terra per cercare eventualmente di conquistare la capitale non è ancora iniziata. Intanto sono morti una donna incinta e un neonato che erano rimasta feriti nell’attacco russo all’ospedale di Mariupol. È emerso che sono volontari olandesi e una veterana del Kosovo gli stranieri uccisi da un razzo che domenica ha colpito un centro di addestramento militare a 20 chilometri dal confine con la Polonia facendo in tutto 35 vittime.

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“Se non chiudete i nostri cieli, è solo questione di tempo prima che i missili russi cadano sul vostro territorio, sulle case dei cittadini della Nato”, afferma il presidente Volodymyr Zelensky, chiedendo ancora una volta una no-fly zone dell’Alleanza Atlantica sull’Ucraina. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov, uno stretto alleato di Putin, ha postato un video in cui afferma di essere in Ucraina e avverte gli ucraini: “Arrendetevi o per voi è finita”

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Le sanzioni e le proteste

La Russia è vicina al “default”: sarà costretta a pagare in rubli il proprio debito estero per effetto delle sanzioni occidentali che hanno congelato una buona parte delle sue riserve monetarie. A Londra un gruppo di “squatters” ha occupato la lussuosa casa di Oleg Deripaska, uno degli oligarchi russi legati a Putin colpiti dalle sanzioni: i giovani hanno appeso bandiere ucraine e cartelli al balcone del sontuoso edificio al numero di Belgrave Square (la piazza su cui sorgono varie sedi diplomatiche, tra cui l’Istituto Italiano di Cultura), con scritte contro il capo del Cremlino.

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