Ucraina-Russia, cos’è successo oggi: Mosca continua a bombardare nonostante i passi avanti nel negoziato. Telefonata Draghi-Putin

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Dopo la speranza di martedì che una svolta positiva nel negoziato fosse vicina, oggi da Mosca arriva un commento gelido: “Non ci sono novità promettenti” nella trattativa, afferma il portavoce del Cremlino. Ma il dialogo continua, come indica una telefonata di un’ora tra il premier italiano Mario Draghi e Vladimir Putin. In parallelo, lunga telefonata anche tra Joe Biden e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La guerra tuttavia continua, con bombardamenti russi su Mariupol e altre città. I profughi ucraini che cercano rifugio all’estero hanno raggiunto quota 4 milioni, secondo cifre dell’Onu, tra cui 2 milioni di bambini.

Il negoziato

La dichiarazione di Dmitrij Peskov, portavoce di Putin, sembra senza mezzi termini: nessuna “novità promettente” nei colloqui fra le due parti. Una apparente contraddizione di quanto fatto trapelare 24 ore prima anche dal Cremlino, secondo cui c’erano passi avanti su una bozza d’accordo. A sentire il capo negoziatore russo Vladimir Medinskij, che ha dato un’intervista a Rossjja 24, il contrasto principale rimane però il mancato riconoscimento da parte di Kiev che Donbass e Ucraina appartengono a Mosca: “La nostra posizione al riguardo rimane invariata”, ha detto l’alto funzionario, aggiungendo però che “per la prima volta l’Ucraina ha messo per iscritto la sua disponibilità a soddisfare una serie di condizioni importanti per costruire relazioni normale e spero di buon vicinato con la Russia”, citando “il rifiuto di aderire alla Nato, la neutralità, la rinuncia ad avere armi nucleari e basi militari straniere”.

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Il portavoce di Zelensky, da parte sua, dice che la questione di Donbass e Ucraina potrà essere risolta soltanto in un summit fra il presidente ucraino e quello russo. Il caponegoziatore ucraino Podalyok, commentando le indiscrezioni sulle garanzie internazionali per la sicurezza dell’Ucraina, osserva che “l’Italia è interessata a parteciparvi e saremmo molto grati se lo facesse”.

Le telefonate tra i leader

Come aveva preannunciato nei giorni scorsi, Draghi ha chiamato Putin: il colloquio telefonico è durato più di 60 minuti. A Londra, il premier Boris Johnson ha affermato che “fare cadere Putin dal potere non è un obiettivo” del governo britannico, adeguandosi così alla posizione ufficiale degli Stati Uniti. Ma Johnson aggiunge di ritenere “non ignobile sperare” in un epilogo del genere sullo sfondo della “barbara aggressione” di Mosca all’Ucraina, così schierandosi al contempo anche con le parole di Biden su Putin, “un uomo così non può rimanere al potere”, che avevano costretto la Casa Bianca a una rettifica. Il premier britannico ha anche detto di non avere nulla in contrario al fatto che il presidente francese Macron mantenga aperto un canale di comunicazione con Putin, “se Kiev lo ritiene utile”.

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Bombe e truppe

I bombardamenti russi proseguono, in particolare nella regione di Donetsk e a Chernihiv. Putin lancia un altro ultimatum alla popolazione di Mariupol assediata da settimane e in situazione critica per mancanza di viveri: “Devono abbassare le armi e arrendersi se vogliono che i bombardamenti finiscano”. Secondo fonti ucraine, a Mariupol sarebbe stato bombardato anche un edificio della Croce Rossa. Il ministero della Difesa russo fa sapere che il raggruppamento di proprie truppe, parte delle quali si sono ritirate in Bielorussa, è una mossa temporanea per concentrare l’azione militare sul fronte principale e completare la “liberazione” del Donbass, ovvero della regione separatista nell’est dell’Ucraina in parte occupata dal 2014 di cui fanno parte Donetsk e Lugansk. A dispetto di simili annunci da parte di Mosca, “non vediamo un ritiro di massa da Kiev”, dice un portavoce del governo ucraino.

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Il dubbio su Putin

C’è ancora scetticismo in Occidente e a Kiev sull’atteggiamento di Putin. Il capo del Cremlino sta dicendo ai suoi di negoziare seriamente o sta solo prendendo tempo per rafforzare le sue truppe dopo cinque settimane di guerra che non va secondo i piani, per poi rilanciare l’offensiva?

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Insomma, Putin è sincero o la sua trattativa è una trappola? Secondo l’intelligence americana, “i consiglieri del presidente russo hanno paura a dirgli la verità sulla guerra”: fino a che non si rende conto che l’invasione non sta andando come lui sperava, il presidente russo non accetterà fino in fondo di negoziare un compromesso con l’Ucraina. I suoi evidentemente hanno paura a dirgli come stanno veramente le cose: ma se l’Ucraina continua a resistere, non potranno continuare a dargli un quadro roseo per sempre. 

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