Ucraina – Russia, le news dalla guerra oggi. Bombe e droni sull’Ucraina, colpita la capitale Kiev. Macron, “Russia smetta di attaccare civili e infrastrutture”

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 L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) invierà missioni di sicurezza in tutte le centrali nucleari ucraine. Lo ha annunciato il direttore generale Rafael Grossi, a seguito di un incontro con il premier ucraino, Denys Shmyhal. Putin ha in agenda colloqui bilaterali con l’omologo cinese Xi Jingping che avranno luogo entro fine anno.


La guerra in Ucraina, le tensioni globali: cosa c’è da sapere


Le notizie in diretta dal conflitto Ucraina-Russia

Crimini di guerra, Londra formerà i giudici di Kiev

La Gran Bretagna si impegnerà a formare giudici ucraini in modo che possano condurre processi sui presunti crimini di guerra commessi dai soldati russi in Ucraina. Lo ha dichiarato il procuratore generale Victoria Prentis in un’intervista esclusiva Sky News, spiegando che un primo gruppo di 90 giudici ucraini ha già completato un corso di formazione in un luogo segreto la scorsa settimana.

Ne seguiranno altri, ha assicurato, in modo che possano essere riconosciuti responsabili gli autori dei crimini di guerra in Ucraina nell’ambito di un piano che ha previsto lo stanziamento di 2,5 milioni di sterline.

Finora sono 14 i soldati russi condannati per i crimini commessi in Ucraina, ma sono oltre 43mila i reati denunciati. “Questi 90 giudici torneranno dopo una formazione davvero intensiva, in grado di gestire meglio i tribunali”, ha detto Prentis.

Ucraina: fonti Usa, possibile già domani annuncio su invio Patriot
 

È atteso che gli Stati Uniti approvino l’invio di una batteria di missili Patriot all’Ucraina, è probabile che l’approvazione avvenga in settimana e potrebbe essere annunciata già domani. Lo riferiscono tre funzionari Usa coperti dall’anonimato. Secondo due di loro, i Patriot proverranno dalle scorte del Pentagono e verranno spostati da un altro Paese oltreoceano.

Kiev: droni russi provenienti da costa est Mar d’Azov

I droni kamikaze lanciati questa mattina dalle forze russe su Kiev e la regione della capitale ucraina provenivano dalla costa orientale del Mare d’Azov: lo ha reso noto su Telegram l’Aeronautica militare ucraina, come riporta Ukrinform.
“Nella notte del 14 dicembre, le forze di occupazione russe hanno attaccato l’Ucraina con droni kamikaze Shahed-136/131 di fabbricazione iraniana. I droni da combattimento volano dalla direzione della costa orientale del Mar d’Azov”, ha scritto l’Aeronautica.

(reuters)

Kiev: abbattutti 13 droni, colpiti due edifici

È salito a 13 il numero di droni kamikaze lanciati dai russi e abbattuti questa mattina dalle difese aeree ucraine su Kiev e sulla regione della capitale: lo ha reso noto su Telegram l’amministrazione comunale di Kiev, come riporta il Guardian. Si tratterebbe dei droni di fabbricazione iraniana Shahed.

Due edifici amministrativi nel distretto di Shevchenkivskyi di Kiev sono stati danneggiati dai detriti di uno dei droni lanciati oggi dalle forze russe contro la capitale ucraina. L’attacco segue le indiscrezioni dei media di ieri secondo cui Washington starebbe finalizzando un piano per inviare a Kiev i missili per la difesa aerea Patriot.

(reuters)

“Kiev colpita da droni di fabbricazione iraniana”

La città di Kiev, capitale dell’Ucraina, e la regione circostante sono state attaccate da almeno 10 droni iraniani lanciati dalle forze russe. A riferirlo su Telegram il sindaco di Kiev Vitalii Klitschko su Telegram. In precedenza il sindaco ha riferito di esplosioni nel quartiere Shevchenko, nel centroácittadino.

Il sindaco di Kiev: “Esplosioni nel centro della città”

Il sindaco di Kiev ha parlato di “Esplosioni nel centro della città” nella notte, e del contestuale intervento di servizi di emergenza.

Allarme antiaereo a Kiev

Allarme antiaereo lanciato a Kiev all’alba di questa mattina. Lo riferisce l’agenzia russa Ria Novosti, citando l’amministrazione militare della città. Secondo i dati, l’allarme a Kiev è stato lanciato alle 5.55 (6.55 ora di Mosca).

Kiev, russi colpevoli di oltre 52mila crimini di guerra

Le forze russe hanno commesso 52.825 crimini di guerra in Ucraina. E’ la stima aggiornata a ieri dell’ufficio del Procuratore generale ucraino, secondo quanto riportato da Kyev Independent. Secondo i dati del Procuratore, sono 443 i bambini uccisi e 855 i feriti dal 24 febbraio, inizio della guerra.

Forze russe bombardano oblast di Sumy

Le forze russe bombardano l’Oblast di Sumy, in Ucraina. L’esercito russo ha preso di mira le comunità di Esman, Bilopillia e Khotin, ha riferito il governatore dell’oblast di Sumy Dmytro Zhyvytskyi, secondo quanto riportato da Kiev Independent. Non sono segnalate vittime.

Cnn, comandante russo minaccia uso del nucleare

Alexander Khodakovsky, comandante delle forze militari russe di stanza a Donetsk, in Ucraina, ha dichiarato alla televisione di stato russa di essere per l’uso di armi nucleari perchè non crede che la Russia abbia le risorse necessarie per vincere la guerra. Le immagini sono state rilanciate dalla Cnn. Nel breve video Khodakovsky a un certo punto, parlando con il giornalista in studio, dice: “L’escalation può essere solo una e noi non abbiamo le risorse per sconfiggere la Nato ma abbiamo le armi nucleari per quello”.

Macron, Russia smetta attacchi civili e infrastrutture

“La guerra della Russia in Ucraina ha causato troppe sofferenze. Insieme alla Cambogia, chiediamo alla Russia di interrompere immediatamente i suoi bombardamenti e attacchi contro le popolazioni civili e le infrastrutture. Partner internazionali, unitevi a noi in questo appello”. Così su twitter il presidente francese Emmanuel Macron

Tajani, l’Italia resta al fianco dell’Ucraina

“Alla conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Parigi ho ricordato quello che ha fatto l’Italia dal punto di vista al sostegno delle popolazioni civili per permettere all’Ucraina di rimettere in piedi la rete elettrica. Abbiamo inviato tanto materiale, grazie anche all’attività dei privati, e daremo altri 10 milioni. Ho ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina e l’impegno a lavorare per la pace, che non vuol dire la resa dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle Commissioni riunite di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero.

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