Ucraina – Russia, le news dalla guerra oggi. Zelensky: “I russi preparano nuovi attacchi”

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ritiene che la prossima settimana possa potrebbe essere difficile come quella appena passata. “Sappiamo per certo che i terroristi stanno preparando nuovi attacchi. E finché avranno missili, non si calmeranno”, ha detto Zelensky nel suo discorso alla popolazione ucraina, come riporta Ukrainska Pravda. “Le nostre Forze di Difesa si stanno preparando. Il nostro intero stato si sta preparando. Stiamo lavorando su tutti gli scenari, anche con i nostri partner”, ha detto ancora Zelensky. Il presidente ha poi esortato gli ucraini a prestare attenzione agli allarmi sui raid aerei e anche ad aiutare altre persone quando possibile. Zelensky ha anche affermato che al momento, nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina, sono in vigore solo programmi di stabilizzazione degli arresti dei sistemi energetici. A seguito dei bombardamenti russi in Ucraina, circa 32.000 strutture civili e più di 700 infrastrutture critiche sono già state danneggiate. Lo ha riferito il viceministro dell’Interno ucraino, Yevgeny Yenin, come riporta ancora Ukrainska Pravda. “Come fanno i terroristi, loro (i russi), prendono di mira obiettivi civili, prima di tutto abitazioni private o condomini. Solo il 3% del numero di bombardamenti registrati sono obiettivi militari”. Yenin ha aggiunto che 524 insediamenti in 7 regioni dell’Ucraina hanno problemi con l’approvvigionamento di elettricità, sia parziale, sia totale.


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Il premier Sunak: “Regno Unito con l’Ucraina per tutto il tempo necessario”

“Non abbiate dubbi: staremo con l’Ucraina per tutto il tempo necessario”. E’ un passaggio di un discorso che Rishi Sunak dovrebbe pronunciare oggi e che è stato anticipato dall’ufficio dello stesso premier britannico, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass. “Manterremo o aumenteremo i nostri aiuti militari l’anno prossimo. E forniremo nuovo supporto alla difesa aerea, per proteggere il popolo ucraino e le infrastrutture critiche su cui fa affidamento. Proteggendo l’Ucraina, proteggiamo noi stessi”, dovrebbe dire Sunak durante un ricevimento alla Guildhall di Londra. Nel suo primo importante discorso di politica estera, il primo ministro britannico sottolineerà inoltre la necessità di sviluppare la strategia a lungo termine del Regno Unito. “Sotto la mia guida non sceglieremo lo status quo. Faremo le cose in modo diverso. Ci evolveremo, ancorati sempre alla nostra costante fede nella libertà, nell’apertura e nello stato di diritto e fiduciosi che, in questo momento di sfide e competizioni, i nostri interessi saranno protetti e i nostri valori prevarranno”.

NYT, gli alleati occidentali non risponderanno a tutte le richieste di Kiev

Ma gli alleati occidentali non potranno rispondere a tutte le richieste di Kiev, sottolinea ancora il NYT. Gli ucraini hanno chiesto missili superficie-superficie a lungo raggio, caccia e carriarmati di ultima generazione. Gli Alleati sono prudenti, perché temono che i missili tattici tipo gli Atacms, prodotti negli Stati Uniti e in grado di raggiungere un raggio di 190 chilometri, possano essere usati per colpire la Russia e la Crimea, scatenando una reazione che coinvolgerebbe direttamente anche la Nato. Anche le forniture di ‘tank’ e caccia è complicato, perché richiedono almeno un anno di addestramento. Ma al momento il problema più grosso riguarda la fornitura di proiettili per artiglieria, e quella è una sfida in salita. “Se vuoi aumentare la capacità di produzione – spiega Mark Cancia, ex stratega della Casa Bianca – servirebbe partire quattro o cinque anni prima per cominciare a vedere i risultati”.

NYT, dai Paesi Nato aiuti militari all’Ucraina per 40 miliardi di dollari. E i piccoli hanno esaurito il budget

Le munizioni, prosegue il New York Times, vengono prese anche dalla Corea del Sud, mentre all’interno della Nato si sta discutendo se riaprire vecchi stabilimenti nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e Bulgaria per produrre proiettili e granate di vecchia fabbricazione sovietica. Paesi come Polonia e quelli del Baltico, che hanno fornito grandi quantità di armi, adesso si trovano in difficoltà. La Francia, che ha stanziato un fondo da 200 milioni di dollari per permettere all’Ucraina di acquistare armi, ha già dato 18 moderni obici semoventi Cesar, che rappresentano il 20 per cento di tutta l’artiglieria in dotazione, ed è riluttante a fornirne altri. Finora l’Unione Europea ha stanziato più di tre miliardi di euro per compensare gli Stati che hanno aiutato l’Ucraina, soldi che nel novanta per cento sono già stati assegnati. In totale i Paesi Nato hanno fornito aiuti per 40 miliardi di dollari, che è quasi quanto la sola Francia stanzia annualmente per la difesa. Paesi più piccoli hanno quasi esaurito il loro budget. Restano i più grandi, e tra questi viene citata anche l’Italia, insieme a Francia, Germania e Olanda.

New York Times, Usa e alleati in difficoltà sugli aiuti militari: “Un giorno di guerra in Ucraina come 30 in Afghanistan”

Stati Uniti e gli alleati Nato in difficoltà nel mantenere il ritmo di aiuti militari all’Ucraina, dove un “giorno di guerra ne vale trenta di quella in Afghanistan”. L’indicazione arriva da un articolo del New York Times in cui si analizzano le richieste di Kiev e quello che gli alleati possono garantire. E dopo nove mesi di conflitto, gli sforzi vengono considerati quasi al limite. L’analisi sembrerebbe un segnale alla stessa Ucraina, proprio nel momento in cui il presidente Zelensky ha chiesto agli alleati un altro sforzo. La quantità di artiglieria che è stata fin qui usata, secondo fonti della Nato citate, è consistente: mentre le forze del Patto Atlantico in Afghanistan hanno sparato in media 300 colpi, e non dovevano preoccuparsi della difesa aerea, in Ucraina sono migliaia al giorno e in più vanno considerati gli attacchi aerei da parte dei missili russi e dei droni di produzione iraniana. La scorsa estate nella regione del Donbass sono stati sparati in media tra i 6 mila e i 7 mila colpi di artiglieria al giorno, contro i 40-50 mila dei russi. Per dare un ordine di grandezza, gli Stati Uniti ne producono 15 mila al mese.

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