Ue: Arleo, ‘occorre un’agenzia di sviluppo euro-mediterranea’

Libero Quotidiano News

Condividi:

14 settembre 2020

Napoli, 14 set. (Labitalia) – “E’ assolutamente necessario un coordinamento efficiente degli enti che andranno a gestire i fondi europei per il Mezzogiorno”. Lo afferma Giuseppe Arleo all’Adnkronos/Labitalia, coordinatore dell’Osservatorio per la ricostruzione economica dopo il Covid-19 di Competere.eu, in merito all’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. “La nuova sfida – spiega Arleo – è quella della corretta destinazione dei fondi erogati dall’Unione europea facendo in modo di non dilapidare l’occasione più ghiotta forse mai avuta in materia di stanziamento di fondi pubblici agli Stati membri.
“E’ fondamentale – sottolinea – porre in atto, con procedure snelle e senza sovrapposizione di ruoli, gli strumenti di incentivazione in dotazione ai diversi Soggetti Pubblici: Invitalia, Cassa Depositi e Prestiti, Agenzia di Coesione, Sace-Simest, Ice, Banca del Mezzogiorno, InvestItalia e le finanziarie regionali ecc. Andrebbero meglio chiariti gli spazi di intervento e definiti con precisione i compiti di ciascun soggetto al fine di evitare dannose lungaggini burocratiche e, peggio ancora, impantanamenti nelle modalità di allocazione dei fondi pubblici”.
“Occorre evitare – avverte – gli errori del passato relativi alla gestione dei fondi pubblici per il meridione, positiva nei primi decenni del dopoguerra, ma poi involutasi nel tempo con il passaggio da politiche attive per lo sviluppo a misure meramente assistenziali senza riguardo alla crescita economica”.
“La nuova era – fa notare – che le imprese si apprestano a vivere è sicuramente complessa e merita un approccio proattivo diretto alla valorizzazione delle eccellenze presenti nei singoli Stati membri, messi in connessione grazie a sistemi virtuosi supportati da incentivi e agevolazioni, in modo da avere riflessi sull’economia che siano transnazionali, e non solo relativi al mercato domestico”.
Le imprese del Mezzogiorno d’Italia “in particolare, partendo da una situazione finanziaria non positiva, ma avendo importanti risorse in tema di formazione e capitale umano, abbisognano di un sistema virtuoso di incentivi finalizzato a favorirne l’ammodernamento e le inevitabili ristrutturazioni, al fine di affrontare adeguatamente le nuove sfide e far emergere le eccellenze presenti sul territorio”.
“Rivedendo, quindi, il sistema degli incentivi nella direzione prioritaria della crescita economica – precisa – si rende parimenti necessario semplificare la problematica della gestione diretta dei fondi. Una soluzione potrebbe essere la creazione di un nuovo soggetto, un’agenzia per lo sviluppo euro-mediterraneo, una sorta di cassa del mezzogiorno 2.0 ma con altre funzioni, che abbia quindi compiti chiari, incisività e impatto efficace nella destinazione dei fondi europei al Sud e alle sue imprese, e che al contempo promuova le ‘connessioni’ tra il sistema produttivo meridionale e i Paesi dell’area”.
“Un mercato – osserva – sempre più importante per il Mezzogiorno d’Italia, non solo per la vicinanza geografica ma, soprattutto, per una assonanza di culture, costumi, storia ed economia”.



Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi