Ue, le accuse dell’Antitrust a Meta (Facebook): “Ha distorto mercato della pubblicità online”

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – La piattaforma di microannunci di Facebook, il cosiddetto marketplace, rischia di violare le norme europee antitrust danneggiando i concorrenti e distorcendo la concorrenza nel mercato pubblicitario online. È il giudizio espresso dalla Commissione europea nell’opinione preliminare inviata a Meta, la società di Facebook, nell’ambito dell’indagine avviata lo scorso anno. La Commissione contesta a Meta di legare il suo servizio di annunci economici online, Facebook Marketplace, al suo social network personale, Facebook. La Commissione teme inoltre che meta stia imponendo condizioni commerciali sleali ai concorrenti di Facebook marketplace a proprio vantaggio.

La società ha replicato attraverso il responsabile della concorrenza Emea, Tim Lamb, per il quale “le affermazioni della Commissione Europea sono prive di fondamento. Continueremo a lavorare con le autorità di regolamentazione per dimostrare che l’innovazione dei nostri prodotti è favorevole ai consumatori e alla concorrenza”.

Sempre la Commissione ha invece chiuso l’indagine a proposito di un presunto accordo anticoncorrenziale tra Google e Meta per i servizi di Display Advertising Online (il cosiddetto accordo ‘Jedi Blue’). Bruxelles aveva avviato un’indagine per valutare se le due società avessero concordato di indebolire ed escludere una tecnologia concorrente all’open bidding di Google dal mercato per la visualizzazione di annunci sui siti web e sulle app degli editori, in violazione delle norme antitrust europee.

A seguito di un’attenta valutazione di tutte le prove pertinenti, comprese le informazioni ricevute da Google, Meta e altre società attive nel settore tecnologico, la Commissione ha concluso che le prove non confermavano le sue preoccupazioni iniziali e ha pertanto deciso di chiudere l’indagine. La Commissione continuerà a monitorare le pratiche commerciali nel settore tecnologico europeo. È invece ancora in corso un’indagine separata sul possibile abuso di posizione dominante di Google nel settore della tecnologia pubblicitaria.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source