Ue, terminato dopo un’ora bilaterale Merkel-Conte a Meseberg

La Republica News

Che manchi molto più di un miglio per arrivare a siglare un patto europeo che accontenti l’Italia lo si intuisce dalle risposte di Giuseppe Conte e Angela Merkel, durante la conferenza stampa nel castello di Maseberg, a un’ora da Berlino.La Cancelliera, infatti, sposa il progetto di governance del Recovery Fund di Charles Michel, che pochissimo soddisfa Roma. E lo fa difendendo il criterio che attribuisce ai governi rappresentati nel Consiglio europeo il vaglio dei singoli piani nazionali.Sono le famose condizionalità che tanto piacciono ai rigoristi del Nord Europa e che preoccupano Conte, perché espongono l’Italia ai diktat dei cosiddetti “frugali”. “Michel ha fatto una proposta che prevede che i Paesi trattino con la Commissione su come questi fondi vengano spesi, e alla fine il Consiglio deve decidere con maggioranza qualificata – ricorda Merkel – Mi sembra una buona soluzione che io potrei sostenere”.E invece il premier italiano la pensa diversamente. Sostiene non solo che restano alcune “criticità” nel progetto Michel, poi ricorda che non può essere il Consiglio a entrare troppo nel dettaglio dei Recovery plan nazionali. Infine aggiunge, lapidario: “Introdurre condizionalità impraticabili sarebbe una follia”.Certo, la Cancelliera riconosce lo sforzo per le riforme portato avanti dall’esecutivo giallorosso – “il premier italiano si è mostrato proattivo”, sostiene – e si mostra conciliante con l’alleato, anche se ammette che il Consiglio europeo che si aprirà venerdì prossimo potrebbe non essere quello decisivo.Conte, però, tira dritto. Non abbassa i toni. Ha bisogno di migliorare l’intesa. Non lo nasconde. E avverte che senza soluzioni condivise e ambizione, si rischia la “completa distruzione” del mercato comune europeo.Merkel: “Italiani reagito con straordinaria disciplina””L’Italia – ha detto Merkel – è stata colpita in modo particolare dal coronavirus, gli italiani hanno reagito con straordinaria disciplina. La pandemia non è finita, non c’è un vaccino ma solo la possibilità di mantenere le distanze nella vita quotidiana. Avremo un’estate durante la quale tutto sarà differente. Il virus è molto presente, dobbiamo evitare una seconda ondata. Italia e Germania “sono d’accordo nella struttura di fondo del Recovery Fund”.Politica


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