Umbria, Gualdo Tadino chiude i confini alla vicina Gubbio: “Troppa gente in piazza per la festa del patrono”

La Republica News

Tanta gente, poche mascherine e qualche tafferuglio per la mancata festa del patrono. Abbastanza per indurre il dirimpettaio sindaco di Gualdo Tadino ad alzare una barriera sanitaria al confine con i vicini-rivali di Gubbio. Allo scadere delle limitazioni agli spostamenti personali e alle uscite autocertificate, con un’ordinanza firmata nel pomeriggio il primo cittadino ha chiuso per due settimane il confine tra i territori delle due cittadine della Provincia di Perugia.  Tutto inizia il venerdì, che a Gubbio non è un giorno qualsiasi. È il giorno, il 15 maggio, la festa di Sant’Ubaldo patrono che i cittadini festeggiano dal XII secolo con la corsa dei Ceri. Giornata di liturgia di popolo che dà l’anima ad una città ed il tema al gonfalone della Regione Umbria, mai sospesa in tempo di pace fino all’avvento del Covid-19. Riti sostitutivi, simbolici, ufficiali come il lancio di un grappolo di palloncini per ognuna delle tre contrade dei “ceraioli” o improvvisati come la corsa con mini-Ceri tra i corridoi dell’ospedale di Branca, non sono bastati a tutti per elaborare il disagio per la mancata festa. “Decine di persone hanno invece preferito mancare di rispetto alla solennità della nostra festa ed al Santo patrono Ubaldo, mettendo in pericolo la pubblica incolumità, andando a creare assembramenti in alcune vie della città”, condivide su Facebook il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati. Maniera istituzionale per descrivere la vista della centrale corso Garibaldi gremita di persone gomito a gomito, molte senza mascherina, in barba al decreto Conte, alle ordinanze dello stesso primo cittadino, con tanto di tafferugli con i vigili urbani. E mentre il sindaco di Gubbio ieri tuonava su identificazioni, imposizione di quarantene domiciliari e “procedimenti di natura penale ed amministrativa”, il confinante Massimiliano Presciutti ordinava l’uso del contagocce per gli “spostamenti dei cittadini residenti nel comune di Gubbio verso il comune di Gualdo Tadino” e viceversa. L’ordinanza 66 mette una barriera al rischio di bomba sanitaria dopo “fatti incresciosi ed intollerabili”, commenta il sindaco di Gualdo, che prolunga le restrizioni della fase 2 tra le due cittadine. Fino al 30 maggio, tra i due territori ci si potrà spostare solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, fermo restando “il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro”, oltre all’utilizzo di “protezioni delle vie respiratorie”. Non l’ha presa bene il primo cittadino di Gubbio, che in una conferenza stampa convocata post-ordinanza parla di “atto inaccettabile”, di “pochissimo garbo istituzionale” che ricorda vecchie rivalità.

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