Un altro colpo per Johnson: si dimette Lord Frost, il negoziatore della Brexit

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LONDRA – La settimana peggiore di Boris Johnson sembrava finita, ma gli riserva invece un’altra brutta notizia e un altro segnale negativo per il suo futuro politico. Lord David Frost, ministro di gabinetto responsabile delle trattative con l’Unione Europa sull’Irlanda del Nord ed ex-capo negoziatore britannico sulla Brexit, ha dato le dimissioni dall’incarico. La decisione, presa una settimana fa secondo il Mail on Sunday che pubblica lo scoop in esclusiva ma trapelata solo ora, è stata presa per “contrasti sulla linea del governo”, comprese le recenti misure contro il Covid che hanno provocato una rivolta in parlamento di quasi cento deputati conservatori. L’impressione, scrive il domenicale londinese, è che anche Forst abbia perso fiducia nel primo ministro.

E’ l’ennesimo sviluppo negativo per Johnson, che questa settimana ha sofferto in rapida successione il voto contrario dei deputati Tory ribelli (le restrizioni contro il Covid non sarebbero passate senza il sostegno dell’opposizione laburista), la perdita di un seggio che il suo partito deteneva da duecento anni nell’elezione per un posto rimasto vacante alla camera dei Comuni e il crescente imbarazzo per le rivelazioni sui party di Natale nel dicembre 2020 a Downing Street in violazione del lockdown all’epoca in vigore in tutto il Regno Unito. Un imbarazzo accentuato dalle dimissioni del suo segretario di gabinetto Simon Cave, incaricato dal premier di indagare sullo scandalo, dopo la scoperta che c’era stata una festicciola natalizia anche nel suo studio: l’indagatore che diventa a sua volta indagato. Eventi che hanno portato il Labour nettamente in testa nei sondaggi per la prima volta dalla trionfale vittoria di Johnson alle elezioni del dicembre di due anni fa.

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Lord Frost è stato a lungo un alleato di ferro del leader conservatore, artefice di una linea dura nei confronti della Ue che sembrava incoraggiata dallo stesso Johnson. Nominato membro della camera dei Lord dal premier nel settembre dello scorso anno, è rientrato nel governo come ministro e consigliere per la Brexit nel marzo 2021, rilanciando posizioni intransigenti verso Bruxelles sugli accordi commerciali in Irlanda del Nord. Secondo il Mail ha deciso di dimettersi per l’introduzione del cosiddetto “piano B” contro il Covid, ovvero il ripristino dell’obbligo di mascherine e l’obbligo di certificati vaccinali per l’accesso a locali notturni e spettacoli di massa, approvato la settimana scorsa e motivo della rivolta tra i conservatori. Ma il giornale scrive che questa è stata solo la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, dopo mesi di crescente dissenso per gli aumenti delle tasse e le scelte di politica ambientale. In sostanza Frost si sarebbe alleato con l’ala ultra conservatrice del partito.

Anche se Frost se ne sarebbe andato “amichevolmente”, affermano le indiscrezioni, e avrebbe acconsentito alla richiesta del premier di rimanere nell’incarico fino a gennaio, la sua mossa suona come una nuova sfida alla leadership di Johnson. “La notizia conferma che il governo è nel caos nel momento in cui il nostro paese deve affrontare settimane di grande incertezza per il Covid”, commenta la vice-leader laburista Angela Rayner. “Perfino i suoi un tempo più fidati sostenitori”, le fa eco Layla Moran, portavoce del partito liberal-democratico, “lo stanno abbandonando”. Se qualcuno fra i Tories pensa di sfiduciare Boris Johnson e sostituirlo a Downing Street, le dimissioni di Frost potrebbero essere una pugnalata cruciale. In ogni caso il Natale del premier si annuncia sempre più difficile.

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