“Un campione da quando ha 11 anni. Lo riempirò di baci”: la felicità della mamma di Fausto Desalu

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Dopo tanti anni di lavoro e sacrifici, vedere proprio figlio conquistare l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è la soddisfazione più grande.

Veronica, madre di Fausto Desalu, racconta così la vittoria dell’atleta 26enne che insieme a Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta si è aggiudicato la staffetta italiana maschile della 4×100 entrando nella storia dell’atletica leggera.

Desalu si allena a Parma. Corre con le Fiamme Gialle ed è seguito dal parmigiano Sebastian Bacchieri negli allenamenti al centro sportivo Lauto Grossi di via Po.

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Veronica, 50 anni, nigeriana, non è ancora riuscita a chiamare suo figlio, “ci sono problemi con la connessione” spiega.

Ma il suo rientro da Tokyo è previsto a breve: “Dovrebbe tornare lunedì. Gli preparerò una torta e quando lo vedrò lo abbraccerò forte, lo riempirò di baci, perché sono sua mamma e non potrei essere più orgogliosa di lui”.

Da cinque anni Veronica lavora a Parma come badante e quando ha il giorno di riposo torna nella sua casa a Casalmaggiore (Cremona), dove vive anche il figlio 27enne. 

“Ho seguito la gara in tv insieme alla signora di cui mi occupo e sua figlia, che ha anche preparato una torta – racconta –. Mi trovo molto bene a Parma, le persone sono accoglienti e gentili. Ho lavorato anche a Bologna, Piacenza e altre città in Emilia. Dopo la vittoria di Fausto mi hanno chiamato le famiglie per cui lavoravo prima facendomi tanti complimenti”.

Nel corso del programma Rai Il circolo degli anelli, la conduttrice ha rivelato che non avrebbe fatto il collegamento tv proprio perché al lavoro a casa della persona anziana che segue. “Fa la badante e la notte si occupa di una persona anziana. Ha cresciuto il figlio da sola, dopo essere venuta dalla Nigeria in Italia. E lui le diceva sempre: ‘Mamma, non ti preoccupare. Un giorno diventerò qualcuno'” ha detto la giornalista di Rai Due.

Il trionfo del figlioa  Tokyo, infatti, è un po’ come se fosse anche suo: “Ho fatto tanti sacrifici per arrivare dove siamo ora. Per una speranza di vita migliore sono arrivata dalla Nigeria in Italia. Ho lavorato in un’azienda che produce formaggio e in un’altra di salumi. Per dieci anni sono stata impegnata in una casa di riposo. Un impiego molto faticoso che ho deciso di lasciare per fare la badante in casa, sacrificando un po’ la mia vita privata, ma avendo più tranquillità”.

Da ragazza anche Veronica era un’atleta e questa passione per lo sport l’ha trasmessa al figlio: “Ho giocato a volley e basket; facevo anche corsa. Mi piaceva moltissimo, ma purtroppo mia madre mi impedì di continuare perché sono una donna, pensava che allenandomi non mi sarebbe cresciuto il seno e non avrei potuto allattare”.   

Seguendo le orme del genitore, anche Desalu ha iniziato presto ad avvicinarsi allo sport. “Ha cominciato giocando a calcio ma l’allenatore mi disse che era portato per la corsa”. Così ha iniziato e non si è più fermato, nonostante un dolore alla gamba che si porta dietro da un po’, che gli ha impedito di esprimersi al meglio e superare la semifinale nei 200 metri.

“Spero che dopo questa vittoria Fausto possa iniziare ad allenarsi in modo ancora più professionale – confida Veronica – con uno staff il più completo possibile. È un campione da quando aveva 11 anni, ricordo quando ha vinto il torneo scolastico. Era il più bravo della sua scuola e deve continuare a potersi esercitare al meglio”.

La preparazione a Parma per Desalu non è semplice: “Si allen aogni giorno, al mattino e al pomeriggio, e deve percorrere tanta strada da Casalmaggiore. Spero che in futuro riesca a trovare una soluzione più comoda”.

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“Ora posso sdebitarmi con mia madre”

Dopo aver vinto la medaglia d’oro, Desalu rende omaggio alla figura della madre che lo ha fatto crescere con grandi sacrifici.

L’atleta in sala stampa a Casa Italia ha ricordato tutti i sacrifici fatti dalla madre, di origine nigeriana, che l’ha cresciuto da sola. “Ora sto comprendendo – ha aggiunto Desalu – tutto quello che lei ha fatto per me e anche quei ‘no’ che mi diceva perché c’erano altre priorità. Adesso non posso che dirle grazie e sdebitarmi con lei che mi ha insegnato i valori veri della vita, come il lavoro duro”.

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