Un caso allUniversita Europea di Roma il libro di Etica del monsignore Figlio solo tra maito e moglie gay da guarire

Un caso all’Università Europea di Roma: il libro di Etica del monsignore? Figlio solo tra maito e moglie, gay da guarire

Libero Quotidiano News
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Giulia Sorrentino 28 dicembre 2020

Università Europea di Roma, facoltà di psicologia, esame filosofia della vita e bioetica, docente Claudia Navarini. La professoressa ha sottoposto come unico testo obbligatorio d’esame il “Manuale di bioetica” (Vol. 1 – Fondamenti ed etica biomedica, Vita e Pensiero, Milano 2012) del cardinale, vescovo cattolico, teologo e accademico Elio Sgreccia.
All’interno del libro sono contenute determinate frasi destinate a suscitare polemiche, e sono questi alcuni dei testi che formeranno una parte dei futuri psicologi. Il testo cita sull’omosessualità (riporto sotto l’immagine di pagina 506) “si può configurare ad un certo stadio di esercizio più come una malattia da trattare, che come un vizio deliberato”. Ma l’omosesualità non è né una malattia né un vizio, essendo stato sancito ciò dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il 17 maggio del 1990 con l’eliminazione dell’omosessualità dal DSM, ovvero il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. E prosegue, sempre sul tema “essa va ritenuta un’anomalia da prevenire e da curare e correggere, perché la sessualità ha un orientamento oggettivo eterosessuale”.
Non è l’unico argomento trattato; si parla infatti anche di procreazione sostenendo che “il concepimento è lecito quando è il termine di un atto coniugale per sé stesso idoneo alla generazione della prole” e prosegue “una procreazione è privata della sua perfezione se non è frutto dell’unione sia fisica sia spirituale tra gli sposi” aggiungendo che “soltanto se il matrimonio è valido e legittimamente contratto risulta lecito l’aiuto alla fertilità-fecondità dell’atto coniugale”.
Il manuale sul tema della fecondazione sostiene quanto segue (pagina 630):

Viene inoltre toccato il tema dell’aborto: “in quanto uomo il medico non può compiere un’azione di soppressione della vita di un individuo umano seppure in formazione; in quanto medico è chiamato dalla professione e dalla propria deontologia a curare e sostenere la vita e ad essere rispettato nella propria autonomia”
 

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