Un giorno in hotel I nostri i clienti Infermieri persone che devono isolarsi

Un giorno in hotel: “I nostri i clienti? Infermieri, persone che devono isolarsi”

La Republica News
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“I nostri clienti di oggi, oltre a qualche abituale, sono infermieri, lavoratori di passaggio e persone che si vengono a curare in Lombardia per patologie non legate al covid. Abbiamo perso molto ma resistiamo”. Il titolare dell’hotel Galles di Milano, Filippo Seccamani, riassume così le tipologie di ospiti che usufruiscono i servizi della sua struttura in piena zona rossa. “Diventare un covid hotel? No, dobbiamo pensare anche a cosa verrà dopo”, spiega mentre sorseggia un caffè nella sala colazioni quasi vuota. Su oltre 200 camere quelle occupate sono una decina e una suite, per un Best Western Plus in centro a Milano, costa poco più di 130 euro: “i prezzi in generale si sono più che dimezzati”. Fra i clienti un infermiere di pronto soccorso che ha deciso di dormire in albergo perché un coinquilino ha il covid e non può permettersi di entrare in isolamento o ammalarsi. “La spa e il bagno turco sono chiusi ma – prosegue Seccamanni – la piscina è aperta su prenotazione”. Qualcuno si tuffa anche se l’acqua è a temperatura ambiente in quanto, per le normative anti-contagio non si possono produrre vapori. Nella hall c’è chi lavora con lo smartphone, le cameriere fanno le stanze e, all’ora di cena, una decina di clienti si affacciano per sedersi a tavola e consumare un pasto caldo: una bolla di normalità, in attesa di tempi migliori.
di Andrea Lattanzi



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