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Università di Bologna, la denuncia degli studenti: “Costretti a tenere le mani sul volto all’esame a distanza”

La Republica News
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BOLOGNA – E’ accaduto nelle scuole superiori, alcuni casi che hanno fatto scalpore. Ora anche all’università. Non occhi bendati durante gli esami a distanza, ma la richiesta di tenere le mani sul volto. “Inaccettabile” denuncia il collettivo universitario Link. Il caso è avvenuto all’esame di Storia della Filosofia antica della triennale di Filosofia. “È inconcepibile che con tutti i nuovi metodi di insegnamento online alcuni docenti ritengano di dover utilizzare pratiche svilenti come questa” dichiara Lorenzo Baldino, coordinatore di Link.

L’anomala richiesta di sostenere obbligatoriamente il colloquio a computer con le mani sul volto è stata rivolta a più studenti negli appelli di questa sessione estiva. Il docente si sarebbe giustificato con la necessità di ripetere a memoria uno schema, una scala del tempo dai pre-socratici alla fine della filosofia antica: voleva evitare che i ragazzi leggessero. “Ma è inaccettabile – contesta Francesco Lopes di Link – così si va a colpire la dignità dello studente”.

Inaccettabile lo è anche per il Dipartimento, che stamattina ne ha discusso in consiglio, e lo è per il coordinatore del corso di laurea in Filosofia Luca Guidetti: “Siamo immediatamente intervenuti dopo la segnalazione dei rappresentanti degli studenti pregando il docente di non usare mai più questa modalità che è umiliante e lede la dignità personale degli studenti”.

Il professore del corso, Walter Cavini, è in pensione e continua a collaborare con il Dipartimento di Filosofia con un contratto a titolo gratuito che si è reso necessario per non far “spegnere” il suo insegnamento in attesa della chiamata di un nuovo docente. “Sono molto arrabbiato – continua Guidetti – al prossimo appello vigileremo. Ho anche invitato il professore, preoccupato di non far copiare, a concludere gli esami della sessione estiva in presenza, nel rispetto delle misure di sicurezza anti-covid. Non per tutto il colloquio hanno dovuto tenere le mani sul volto, ma anche se fosse stato per un solo secondo rimane inaccettabile”. Il caso è stato segnalato al garante di Ateneo. “Noi come coordinatori non abbiamo nessun potere di intervento disciplinare”. 



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