Usa, dipendente tenuta Mar-a-Lago ritratta testimonianza: “Trump coinvolto nella manomissione delle prove”

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New York – Addetto al sistema tecnologico del resort di Mar-a-Lago, aveva scagionato Donald Trump dall’aver chiesto di cancellare le immagini delle telecamere di sicurezza. Ora però ha cambiato testimonianza. E ha ammesso che tra le persone che gli avevano chiesto di svuotare il software c’era anche il tycoon. Il colpo di scena è arrivato dopo che il dipartimento Giustizia aveva sollevato il conflitto d’interesse del legale del testimone, pagato da ’Save America’, un’organizzazione trumpiana, ingaggiato anche per sostenere la difesa dell’assistente personale di Trump, Walt Nauta, incriminato assieme all’ex presidente. Un avvocato non può rappresentare nello stesso processo testimone e imputato. Con il cambio difensivo, l’uomo, identificato nei documenti ufficiale come “impiegato 4” ma il cui nome è Yuscil Taveras, ha ritirato la sua testimonianza fatta di “non ricordo” e fornito al gran giurì una nuova versione.

Trump era stato incriminato a giugno per la gestione illegale di documenti presidenziali, alcuni top secret, trasferiti dalla Casa Bianca al resort in Florida di proprietà dell’ex presidente. A luglio i procuratori federali guidati dal consigliere speciale Jack Smith avevano aggiunto una nuova accusa a carico di Trump: l’aver ordinato a Carlos De Oliveira, il manager di Mar-a-Lago, di cancellare le immagini registrate dalle telecamere del servizio di sicurezza interna. Per nascondere che cosa? Trump ha sempre sostenuto di “non aver fatto niente di male”, ma intanto avrebbe cercato di cancellare alcune prove. Quali? De Oliveira, secondo la ricostruzione fatta dai procuratori federali, si era rivolto a Taveras per chiedergli come fare, ma il tecnico informatico gli aveva risposto che non c’era possibilità di farlo. Nel corso della prima testimonianza, Taveras aveva detto al gran giurì di non ricordare conversazioni legate al sistema di sicurezza di Mar-a-Lago. Lo stesso aveva dichiarato De Oliveira.

Le due versioni, combacianti in un primo momento, sono risultate false. Dopo che la procura federale ha sollevato dubbi sul ruolo dell’avvocato Stanley Woodward, difensore di Taveras e Nauta, il ‘dipendente 4’ ha nominato un nuovo legale e ha cambiato versione. Improvvisamente gli è tornata la memoria. “Il 5 luglio 2023 – si legge in un documento depositato presso la corte federale – l’impiegato 4 ha informato il capo giudice Boasberg di non voler più essere rappresentato da Woodward”. “Subito dopo – si legge – aver ricevuto una nuova difesa, l’impiegato 4 ha ritrattato la precedente falsa testimonianza e fornito informazioni che coinvolgono Nauta, De Oliveira e Trump nel tentativo di cancellare la copertura delle camere”. Al momento non si conoscono altri dettagli. Lo staff di Trump non ha voluto commentare.

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