Usa, il centro migranti degli orrori: “isterectomie forzate alle donne”

La Republica News

WILMINGTON (Delaware) –  Condizioni igieniche disastrose, nessun riguardo per le norme anti Covid, cure sanitarie prestate con riluttanza e in ritardo: ma soprattutto un immotivato ed altissimo numero di isterectomie, asportazioni dell’utero, ai danni di detenute senza particolari problemi di salute. È l’atroce denuncia di Dawn Wooten, infermiera afroamericana che per tre anni ha lavorato all’Irwin County Detention Center, di Ocilla, Georgia. Un centro di detenzione privato nella contea di Irwin dove l’infame Ice, la polizia anti migranti americana, ha rinchiuso almeno 4680 clandestini. «Una specie di campo di concentramento sperimentale» lo ha definito l’ex infermiera nel rapporto depositato con l’aiuto di alcune ong: Project South Georgia Detention Watch, Georgia Latino Alliance for Human Rights e South Georgia Immigrant Support Network. Un racconto riportato pure dalla rivista web The Intercept, che ha verificato le parole dell’infermiera – di prima demansionata per aver denunciato la situazione ai suoi superiori e poi licenziata,  raccogliendo la testimonianza di un’altra ex operatrice sanitaria di quel centro, insieme a quelle di almeno quattro detenute.  A imporre l’operazione a donne spesso inconsapevoli di quel che gli stava accandendo, spesso per colpa della barriera linguistica, un particolare ginecologo, soprannominato dalle infermiere addirittura: “il collezionista di uteri”. Come se non bastasse, nella struttura nessuno si è preoccupato di seguire le procedure anti Covid. Anzi, se qualcuno denunciava sintomi veniva ignorato, e infatti non risulta al suo interno nessun caso: «Falso. Si sono ammalati in molti e qualcuno è perfino morto. Solo che non sono stati conteggiati» insiste Wooten. Esteri


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