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Va libera dal Cdm al decreto sulle proroghe. Smart working nella Pa, niente obbligo per il 50% dei dipendenti

La Republica News
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MILANO – Il Consiglio dei ministri ha deciso di aggiornarsi al pomeriggio per l’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza definitivo da 248 miliardi che deve ricevere il via libera prima della trasmissione alla Commissione europea. Serve ancora un confronto tra Governo e Regioni sul decreto legge che contiene il fondo complementare nazionale da 30 miliardi allegato al Recovery plan: passaggio che sarebbe stato richiesto in Cdm dalla ministra per gli Affari regionali Gelmini, senza polemiche politiche.

Via libera, invece, al decreto legge con le proroghe di alcune misure come lo smart working semplificato, la validità dei documenti d’identità e i bilanci degli enti locali (31 maggio). Compreso anche più tempo per esercitare il golden power nei settori di rilevanza strategica mentre slitta al 30 giugno il termine per la redazione dei bilanci delle Camere di commercio.

Secondo la bozza circolata prima dell’inizio del Cdm, il decreto sulle proroghe si compone di undici articoli, a cominciare dallo smart working nella Pa. Sul punto, salta l’obbligo di far lavorare in smart working un dipendente pubblico su due, né durante l’emergenza né con l’adozione dei Pola, i piani organizzativi per il lavoro agile. Secondo la bozza lo smart working potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale (fonti di governo riferiscono che si dovrà normare entro la fine di settembre) e comunque non oltre la fine dell’anno. Ma non ci sarà il vincolo del 50%. Salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi.

Tra gli altri provvedimenti, si interviene sulle patenti di guida: addio alla prova teorica, per ottenere la patente di guida, per le domande presentate a partire dal primo gennaio 2021 e fino alla fine dello stato di emergenza. Mentre per chi ha fatto domanda l’anno scorso, il termine per eseguire l’esame è fissato alla fine di quest’anno. Arriva invece la proroga dei termini di validità dei documenti di riconoscimento e d’identita. La bozza del decreto legge proroghe prevede che il termine attualmente fissato al 30 aprile, già frutto di una norma che prorogava la validità di tutti i documenti, sia posticipato di altri 5 mesi al 30 settembre.

Dalla bozza restano in sospeso alcuni temi come il nuovo stop alle cartelle esattoriali congelate fino a domani dalle misure emergenziali. Il governo sta valutando l’ulteriore rinvio alla fine di luglio, con il termine dello stato di emergenza, ma gli spazi finanziari sono ridotti. La precedente proroga fiscale è già costata alle casse dello Stato 500 milioni di euro e un nuovo intervento potrebbe richiedere anche di più. La misura potrebbe alla fine essere inserita nel decreto Sostegni bis che dovrebbe essere varato la prossima settimana. Ancora da sciogliere anche il nodo della proroga delle concessioni balneari, che non compare nel testo entrato in bozza alla riunione dell’esecutivo.



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