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Vaccinazioni di massa sulle isole: via nel weekend a Capri e Procida, a Ischia dal 15

La Republica News
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La campagna vaccinale della discordia. La priorità disposta da De Luca a beneficio delle isole del golfo di Napoli e di altre località turistiche non va giù al resto della regione. Che lamenta «possibili discriminazioni tra cittadini». Ed è il vice presidente della giunta, Fulvio Bonavitacola, a intervenire sulle polemiche. «Capri, Ischia, Procida e la fascia costiera della Campania rappresentano il lavoro per decine di migliaia di lavoratori e di stagionali tra i più penalizzati in questo anno – sottolinea in una nota – La campagna vaccinale si è fin qui mossa, nel rispetto delle priorità stabilite a livello nazionale, per tre fasi successive: mondo sanità e anziani in residenze sanitarie assistite; forze dell’ordine e personale scolastico/universitario; over 80, over 70, soggetti fragili e disabilità gravi. Concluse sostanzialmente le fasi 1 e 2, è in corso di svolgimento la fase 3. La copertura vaccinale dei soggetti, in questa fase, risente delle riduzioni di forniture dei vaccini che hanno penalizzato la Campania. Se le riduzioni saranno riequilibrate e si rispetteranno i tempi di consegna annunciati dal commissario, entro 30 giorni si può raggiungere in Campania il punto di equilibrio fra vaccini disponibili e fabbisogno dei soggetti rientranti in fase 3. A quel punto si potrà aprire una fase 4 che, con la fascia di età (over 60), potrà prevedere paralleli criteri di priorità diverse dalla sola età». Un chiarimento che sa di replica alle accuse delle scorse ore, comprese quelle di Luigi de Magistris, che ha definito «propaganda» la campagna vaccinale di massa sulle isole. «È lo Stato – ha spiegato – che ci deve dire quali sono le persone che in via prioritaria vanno vaccinate. Non deve essere un presidente di Regione a dire vacciniamo prima Capri, Ischia e Procida, poi Amalfi e Sorrento, poi magari Pozzuoli e Napoli». Di «possibili discriminazioni tra cittadini» aveva parlato anche Anci Campania, l’associazione dei comuni, con una nota del presidente Carlo Marino e del vice Gaetano Cimmino. «Suggeriamo di attenersi scrupolosamente ai criteri fissati dal governo, evitando corsie preferenziali e vaccinando per fasce di età. Qualora i vaccini arrivassero in modo consistente, è auspicabile una vaccinazione diffusa ai gruppi produttivi legati al settore turistico, purché avvenga in maniera autonoma, per il loro personale, a loro spese, e non in conflitto con la vaccinazione».
Intanto – complici i rallentamenti su Astrazeneca – la campagna di vaccinazione di massa sulle isole non ha preso il via: si partirà per il fine settimana a Capri (dove oggi terminano le vaccinazioni agli over 80) e a Procida (qui le dosi somministrate sono già 1534 su una popolazione di 10.500 abitanti); giovedì 15 aprile invece a Ischia, dove i vaccinati delle categorie prioritarie sono già più di 8000 e ottomila sono anche i nuovi prenotati sulla piattaforma online, mentre verrà allestito un terzo hub al parco Negombo.
«Non accetto indici puntati da colleghi di comuni della terraferma», dice Marino Lembo, sindaco di Capri. «Prima delle valutazioni di carattere economico, si comprenda che le realtà insulari hanno handicap importanti in termini di assistenza ospedaliera, circostanza che suggerisce una priorità vaccinale», spiega Francesco Del Deo, sindaco di Forio e presidente dell’Ancim, l’associazione dei comuni delle isole minori d’Italia. «Anzi, la strategia regionale – su indicazione del commissario Figliuolo – sarà presto adottata dalle altre regioni d’Italia per tutte le piccole isole», aggiunge. «Non tutti – dice Enzo Ferrandino, sindaco di Ischia – hanno compreso che le dosi di vaccino destinate alle isole non vengono sottratte agli anziani e ai soggetti fragili della terraferma o di altre zone della regione. La scelta di rendere le isole Covid free è stata assunta anche da paesi esteri».
 



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